
L’ostinazione di voler votare una riforma non condivisa da tutti gli operatori di questo delicato settore avvalora la tesi che si voglia soltanto avvantaggiare alcuni settori operanti nella sanità pubblica, a detrimento invece del servizio – dichiara Marcheschi -. Più che di una riforma vera e propria ha il sapore di un obolo elettorale da parte di un Pd sempre più disperato e alla ricerca di consensi. Lasciando da parte strategie elettoralistiche, servirebbe una riforma condivisa da medici, infermieri e terzo settore, bisognerebbe quindi rimandare la discussione sulla legge alla prossima legislatura”.











