
“A quanto pare Marchetti ha la memoria corta – continua Dindalini – e non rammenta le dure stagioni dei tagli applicati dai governi di centro destra capeggiati dal suo stesso partito. Ridimensionamenti pesanti e che ancora oggi producono le conseguenze di un livello di corse non sempre congruo rispetto alla domanda che, specie da parte dell’utenza pendolare dei lavoratori e degli studenti, si registra. In particolare, il taglio delle corse domenicali sulla tratta Bettolle-Arezzo risale addirittura alla metà degli Novanta.
Detto questo Tiemme è consapevole della necessità di impegnarsi per limitare al massimo casi di disservizi e per fronteggiare le criticità che si stanno registrando in queste prime settimane di scuola, quando i servizi devono assestarsi di pari passo con orari delle lezioni ancora non definitivi. Conosciamo le problematiche presenti sul territorio di nostra competenza e stiamo lavorando per introdurre correttivi idonei a rispondere alle esigenze della nostra utenza, la quale è prevalentemente abbonata.
Nell’ambito del vigente contratto ponte, in vigore fino al prossimo 31 dicembre, Marchetti dovrebbe inoltre sapere che le valutazioni circa riorganizzazioni, introduzione di nuove corse e variazioni agli orari, vengono prese in esame all’interno dei competenti Gruppi Tecnici Territoriali, i quali si riuniscono periodicamente per valutare gli aspetti del servizio necessari di approfondimenti, in presenza delle stazioni appaltanti, ovvero gli Enti territoriali competenti, a partire dalla Regione Toscana, ai quali spetta il compito di individuare le risorse economiche necessarie per incrementare un determinato collegamento. E’ nel contesto dei GTT che vengono assunte decisioni – che in alcuni casi possono essere suggerite dalla stessa azienda gestore – e stanziate risorse, laddove disponibili, se la richiesta è congrua ed in linea con le effettive esigenze. Di conseguenza Tiemme è chiamata a fare il proprio dovere di gestore, nell’obiettivo condiviso di migliorare un servizio di mobilità che siamo i primi ad essere consapevoli di quanto sia ancora strategico per la collettività e bisognoso di attenzione”.











