
Nella norma sono state anche tutte le fasi vegetative delle viti grazie ad un andamento stagionale poco capriccioso: abbiamo avuto un vero inverno, partito presto con i mesi di novembre e dicembre freddi e piovosi più della media, un gennaio abbastanza mite e sempre piovoso, a cui è seguito un mese di febbraio decisamente freddo, con due nevicate nell’ultima decade, e un mese di marzo inizialmente molto piovoso e poi di nuovo molto freddo.
La primavera è arrivata a metà aprile con un deciso aumento delle temperature e tempo stabile: in vigna inizia una cacciata buona e regolare dei ributti. Il mese di maggio è stato variabile e piuttosto piovoso, con temperature spesso più basse della norma; solo nella terza decade si registra tempo stabile e il rialzo delle temperature, che fanno partire un’ottima fioritura delle viti di Vernaccia di San Gimignano, a cui è seguita un’altrettanto ottima allegagione nella prima decade di giugno, nonostante il tempo si fosse nuovamente fatto variabile. L’alternanza di giornate soleggiate e piovose sono condizioni favorevoli allo sviluppo di focolai di peronospera, che a inizio estate hanno costretto i produttori a interventi superiori alla media, in particolare nelle vigne di Sangiovese.

Siamo così arrivati a Settembre, ci si prepara per la raccolta: la maggioranza dei produttori partirà con la vendemmia dal 10 settembre, ma già questa settimana alcuni iniziano a raccogliere le uve Vernaccia di San Gimignano nelle vigne più esposte e più avanti con la maturazione.
Un solo neo rischia di macchiare la vendemmia 2018. La minaccia questa volta non viene dal cielo, ma dalla terra, e ha l’aspetto gentile del capriolo e quello rustico del cinghiale, che amano la dolcezza delle uve mature e che si fanno beffa delle basse recinzioni e dei fili elettrificati, i primi per capacità atletica, i secondi per potenza fisica. I danni da ungulati sono in costante aumento, una vera disgrazia per i produttori che vedono andare in fumo la produzione dei loro vigneti.











