
Il nuovo volume di Bianchi arriva dieci anno dopo “La casta”, che ridefiniva il quadro politico italiano: la fine dei partiti tradizionali, l’odio per le élite in generale, l’indignazione di chi si sentiva escluso e defraudato. Oggi quel risentimento si è rovesciato in orgoglio: la fine della politica come la conoscevamo non ha generato un vuoto, ma una galassia esplosa di esperienze tra il grottesco, il tragico e l’apocalittico. Dai forconi alle sentinelle in piedi, dai cittadini che s’improvvisano giustizieri, alle proteste antimigranti, “La gente” è il ritratto cubista dell’Italia contemporanea: un paese popolato da milioni di persone che hanno abbandonato il principio di realtà per inseguire incubi privati, mentre movimenti politici vecchi e nuovi cavalcano quegli incubi spacciandoli per ideologie. Leonardo Bianchi ha scritto il miglior reportage possibile su un paese che non si può raccontare se non a partire dalle sue derive, e l’ha fatto seguendo ogni storia con la passione di un giornalista d’altri tempi, il rigore dello studioso che dispone di una prospettiva e di un respiro internazionali, e un talento autenticamente narrativo, capace di attingere a una ferocia e a una forza profetica degne di un romanzo di James Ballard.
Leonardo Bianchi, giornalista e blogger, è news editor di Vice Italia. Ha collaborato, tra gli altri, con Valigia Blu e Internazionale. Dal 2008 scrive di politica, attualità e cultura anche sul suo blog satirico La Privata Repubblica. Giuseppe Gori Savellini, esperto in comunicazione, collabora con case di produzione per progetti di documentari e di progettazione culturale e con il festival internazionale Visionaria. Marta Zura-Puntaroni, scrittrice e blogger, ha pubblicato con Minimum Fax il suo romanzo d’esordio, “Grande Era onirica”.











