È stata inaugurata oggi, mercoledì 21 ottobre, al Santa Maria della Scala di Siena, la mostra “L’Oriente e i suoi volti. Il ritratto fotografico dei Fratelli Zangaki”, progetto espositivo a cura di Lucia Simona Pacchierotti, realizzato in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia nell’ambito della XII edizione di Archivi Aperti, la manifestazione promossa da Rete Fotografia e dedicata quest’anno al tema “Identità riflesse. La società attraverso la fotografia”.
L’esposizione, visitabile dal 22 ottobre 2026 al 25 gennaio 2027 a ingresso gratuito negli spazi della Corte del Pozzo Chigi e della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, riunisce venticinque immagini dei Fratelli Zangaki, protagonisti della fotografia d’Oriente tra Otto e Novecento. Il percorso mette in dialogo le stampe originali all’albumina del XIX secolo conservate dalla Fototeca Briganti con una selezione di stampe contemporanee tratte da originali ottocenteschi della Fondazione Alinari e realizzate da Atelier Fotografico di Siena.
All’inaugurazione, molto partecipata, la curatrice Lucia Simona Pacchierotti ha sottolineato la natura complessa dell’immagine fotografica: “Una fotografia non è soltanto una fotografia: è una testimonianza, un documento, un oggetto materiale e, allo stesso tempo, il risultato di una tecnica, di una cultura e di uno sguardo”. Pacchierotti ha ricordato come la fotografia ottocentesca abbia segnato una svolta rispetto alla pittura e all’incisione, imponendosi come forma di registrazione apparentemente più diretta del reale, ma sempre attraversata da scelte, intenzioni e codici culturali.
La mostra restituisce proprio questa ambivalenza ovvero da un lato la forza documentaria delle foto, dall’altro la costruzione di un immaginario dell’Egitto destinato al viaggio, al collezionismo e al mercato internazionale. In questo quadro si colloca il lavoro dei Fratelli Zangaki, accanto a figure come Maxime Du Camp, Francis Frith e Antonio Beato, che contribuirono alla diffusione fotografica dell’Oriente mediterraneo.
“Archivi Aperti – ha aggiunto Pacchierotti – consente di riportare al pubblico materiali fotografici storici, in particolare ottocenteschi, all’interno dei luoghi che li conservano”. Un valore condiviso dalla direttrice della Fondazione Alinari, Claudia Baroncini, che ha definito la collaborazione con la Fototeca Briganti “una bellissima occasione per mettere in dialogo i nostri archivi e valorizzarli insieme”, sottolineando anche l’importanza di costruire reti territoriali e istituzionali per rendere accessibile il patrimonio fotografico pubblico.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla direttrice della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Chiara Valdambrini, e dal vicepresidente Nicolò Fiorini, che hanno evidenziato il valore scientifico e culturale dell’iniziativa, capace di unire ricerca, tutela e restituzione pubblica dei patrimoni.












