
“In questo momento il Chianti sta vivendo una fase di importante riconoscimento sui mercati internazionali – ha spiegato Busi – e per noi questo è significativo visto che il 70% della nostra produzione è destinato all’export. Questo riconoscimento significa avere una riqualificazione di quelli che sono i nostri prodotti sia dal punto di vista dell’immagine che del prezzo.”
“In un quadro che ci impone di guardare con sempre maggiore interesse ai mercati mondiali, manca però ancora un sistema italiano – prima ancora che regionale – in grado di riunire tutto il Made In Italy del mondo vitivinicolo e metterlo in grado di lavorare insieme sui mercati internazionali. Abbiamo un potenziale da tutti riconosciuto – conclude Busi – che non dobbiamo sprecare solo perché è ancora lontano il concetto di ‘fare squadra’. Se prima lavorare da soli è sempre stata la regola, oggi rappresenta un lusso che non possiamo più permetterci.”











