costituitasi nella nostra città con riferimento a quelli che furono i valori fondanti (di sviluppo sociale, giustizia e libertà) che stimolarono, proprio nel 1884, la nascita a Colle Val d’Elsa, del primo giornale toscano d’ispirazione progressista e riformista, portando all’elezione di Antonio Salvetti primo sindaco di area democratica e popolare della provincia di Siena.
Introdotti da Riccardo Benucci, portavoce dell’Associazione ed intervistati dal dottor Francesco Meucci, Capo Redattore de La Nazione di Siena, si sono susseguiti in sala gli interventi dei Professori universitari Paolo Neri, Ordinario di Biochimica ed Emanuele Montomoli, Ordinario di Igiene e Medicina Preventiva del nostro Ateneo nonché Presidente della Azienda VisMederi.
Neri, dopo aver illustrato in modo chiaro quelle che sono le caratteristiche di un Parco Scientifico, ha fatto la cronistoria del progetto promosso in città già nel 1987, un progetto che nel tempo ha sperimentato luci ed ombre, subendo forzosi stop a causa di svariati, spesso miopi e incomprensibili, intralci di natura politica e burocratica. Rivolto al futuro, in quanto l’intento degli organizzatori dell’iniziativa era proprio quello di disegnare nuove prospettive di sviluppo economico e occupazionali per il territorio, ha citato i risultati positivi che comunque si sono negli anni raggiunti, grazie soprattutto allo straordinario patrimonio culturale e scientifico dell’Istituto Sclavo, proponendo di allargare l’idea di un Parco tecnologico senese ai settori della Creatività e delle Arti applicate. Questo in quanto l’eccellenza di Siena e provincia è massima e può essere unica soprattutto nei settori della Cultura, dell’Arte e dell’Artigianato, così come del Turismo.
Montomoli ha raccontato, per esperienza personale, come sia possibile dar vita ad una Azienda di livello internazionale nel campo dei servizi tecnologici, pur non disponendo all’inizio di grandi capitali, con umiltà, attraverso l’entusiasmo, le buone idee e la perseveranza, consigliando un approccio intelligente e misurato a sfide che nel mondo vedono impegnate migliaia di imprese in un mercato libero e assai competitivo. La chiave del successo, è quella di rivolgersi a nicchie altamente specialistiche creando offerte di altissima eccellenza che abbiano pochi competitor sul mercato mondiale.
Sia Neri che Montomoli hanno poi approfondito il non sempre facile rapporto fra Università e Imprese, così come tra Imprese ed Istituzioni locali, in primo luogo la Regione Toscana.
In conclusione, Benucci, nel ringraziare gli oratori e gli intervenuti, ha ribadito l’intento de “La Martinella 1984”, quello di porsi come gruppo aggregante di tutti quei cittadini senesi che vogliono reagire alla perdurante crisi del nostro territorio, individuando soluzioni e proposte concrete che tendano al superamento delle difficoltà, mostrando prospettive di sviluppo capaci di offrire ulteriori possibilità di lavoro ai nostri giovani e a chi comunque è in cerca di occupazione, unendo l’adesione a ideali e valori di giustizia e progresso, sempre attuali, ad una visione moderna e ampia della città e del suo ruolo, visione che purtroppo si è gradatamente persa insieme alla crisi profonda e devastante degli ultimi anni”.











