
Slow Life. La serata ruoterà attorno al tema della Slow Life, per conoscere e condividere i principi di una vita Slow e riflettere sul rapporto tra cibo e salute, oggetto di molte sfide del millennio appena iniziato alla luce dell’impatto che il cibo quotidiano ha sugli individui, sulle popolazioni e sui territori. Su questi argomenti il movimento Slow Food lavora in stretta sinergia con quelli Slow Medicine e Slow City, per recuperare il valore della prevenzione promossa attraverso lo stile di vita e l’alimentazione. “Come Slow Food è diventato un riferimento a livello mondiale per tutti coloro che vogliono approfondire e conoscere il “cibo buono”, pulito e giusto – spiegano dal Comitato ‘Il paese che vorrei’, promotore dell’iniziativa – così Slow Medicine costituisce un punto di riferimento per una medicina “sobria”, “rispettosa” e “giusta”, attenta ai bisogni dei cittadini e al benessere delle comunità e promotrice di cure di qualità e sostenibili. Al tempo stesso, in un mondo in cui tendono a prevalere fattori di standardizzazione e in cui i territori periferici sembrano diventare sempre più marginali, nasce e si sviluppa il movimento Slow City, con una rete internazionale di Città del “buon vivere” e orgogliose delle proprie tradizioni e risorse territoriali, capaci di valorizzarle trasformandole in qualità della vita. La cura del tessuto urbano e degli spazi collettivi, l’attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, l’accoglienza, il gusto per la buona tavola, la valorizzazione dei prodotti tipici e del patrimonio culturale sono solo alcuni dei valori condivisi e ai quali si ispira l’impegno quotidiano delle comunità locali aderenti al movimento, fra cui Castelnuovo Berardenga”.











