
Italia, XIX secolo: dopo lo splendore strumentale del Settecento, i musicisti italiani si dedicano pressoché esclusivamente al melodramma, mentre i tedeschi preferiscono impegnarsi in ambito sinfonico e strumentale in genere. Simbolo incontrastato del melodramma ottocentesco è Giuseppe Verdi, compositore di opere già venate di realismo ma che rappresentano appieno gli ideali cari al movimento romantico: nazionalismo e individualismo, spettacolarità e intimismo. Ma è un’epoca di contraddizioni e, a dispetto della fiorente tradizione italiana del melodramma, a rivoluzionare profondamente il genere fu il tedesco Richard Wagner, anche se con un approccio molto diverso da quello di Verdi.
Guido Burchi è una presenza ben conosciuta al pubblico del Siena Art Institute. Negli anni passati l’autorevole musicologo senese ha già portato la grande musica agli StARTers – Assaggi d’Arte con Wagner e il “Senesino”, Verdi e Cajkovskij, trattando ogni argomento con la grande ironia che è il tratto distintivo della sua narrazione, vivacizzata da aneddoti e dettagli curiosi.
Appuntamento dunque con Guido Burchi per martedì 7 giugno alle 18.00 al primo piano di Via Tommaso Pendola 37. Un rinfresco sarà offerto al pubblico al termine della conversazione. L’incontro sarà in italiano e sarà arricchito da ascolti musicali.
Ingresso libero.
Per informazioni: 0577 226607 – [email protected]











