Il Consiglio comunale di Siena è riunito in seduta pubblica dalle 14 di oggi, martedì 15 marzo, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.
Questo l’elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:
11) LE INDAGINI SULLA GARA D’APPALTO DEL SERVIZIO INTEGRATO DI IGIENE URBANA OGGETTO DI TRE INTERROGAZIONI URGENTI
Nella seduta consiliare di martedì scorso, il sindaco Bruno Valentini ha risposto ai quesiti di Campanini, Piccini e Pinassi
Le indagini della Procura di Firenze sull’ipotesi di turbativa d’asta relativa alla gara d’appalto indetta dall’ATO 6 Toscana sud per l’affidamento del servizio integrato di igiene urbana e di raccolta e gestione dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto, aggiudicata da SEI Toscana, sono state oggetto di discussione consiliare con le tre interrogazioni urgenti presentate, nella seduta di martedì scorso, 17 marzo, da Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, RC, SsM), Alessandro Piccini e Maria Isabella Becchi (Nero su Bianco) e Michele Pinassi (Siena 5 Stelle).
Tutti gli interventi hanno fatto riferimento alla quota societaria di SEI Toscana, pari al 23,79%, detenuta da Sienambiente e alla composizione dell’assemblea dei soci dell’ATO 6 Toscana sud alla quale partecipano i sindaci o gli assessori di riferimento dei Comuni appartenenti all’ambito territoriale di riferimento. Campanini ha sottolineato “il danno economico derivante dall’eventuale scorrettezza della gara di appalto, che andrebbe a ricadere sulle finanze dei cittadini”, mentre Piccini ha ricordato che “nel registro degli indagati risulterebbero iscritti, tra gli altri, i presidenti dell’ATO Toscana sud e di Sienambiente, Fabrizio Vigni, che ha anche rassegnato le proprie dimissioni: un gesto che ci desta preoccupazione”. Pinassi ha quindi ricordato “che il contratto di servizio, dalla durata ventennale e per un valore di oltre 150 milioni annui, è stato stipulato a far data dal 1° gennaio 2014 e che l’ipotesi reato si riferisce alla scelta di affidare le operazioni di smaltimento a un pool di aziende”.
Campanini ha sollecitato il sindaco “a tutelare l’interesse della comunità senese, costituendosi nell’eventuale processo come parte civile, e a prendere in considerazione nuove forme di gestione del servizio, considerato che negli ultimi anni a Siena è diminuita la percentuale di raccolta differenziata e sono aumentate le tariffe”; Piccini gli ha chiesto “se al tempo in cui era sindaco a Monteriggioni abbia partecipato all’assemblea dell’ATO in cui è stata approvata la gara oggetto di indagine, quale sia stata la sua posizione allora e quale sia oggi”. Pinassi gli ha invece domandato “quali azioni abbia posto in essere per tutelare l’Amministrazione da eventuali ripercussioni sul servizio e quali effetti avrebbe il riconoscimento dell’illegittimità della gara, visto anche il doppio ruolo del Comune come socio pubblico di Sienambiente e di “cliente” dell’ATO Toscana sud”.
Il sindaco Bruno Valentini ha risposto di aver appreso la notizia dagli organi stampa e dall’informativa di Sienambiente “dai quali emerge un quadro parziale in cui sono ipotizzate alcune irregolarità nella gara. Voglio però ricordare che questa si è svolta tramite una procedura a evidenza pubblica, unica o quasi nel suo genere in Italia in quanto molti altri Comuni hanno continuato a procedere all’affidamento del servizio senza procedure certificate e ricorrendo ad affidamenti “in house”, che non consentono di perseguire la massima efficienza attraverso logiche concorrenziali”.
Rispetto alle ipotesi di rivedere le modalità gestionali del servizio, Valentini ha sostenuto “che dal punto di vista normativo non è assolutamente prevista la possibilità di gestirlo fuori dall’ATO, come dimostra il caso del Comune di Livorno che, proprio per questo, è stato condannato dal Tribunale amministrativo regionale”; quanto alle tariffe, il sindaco ha sottolineato come, dopo la gara, queste ” in realtà non siano aumentate in misura significativa per gli utenti di Siena: poco più dell’1%, mentre nel 2016 si punta a confermarle. Per il futuro l’incognita è legata al volume di investimenti necessari per migliorare le percentuali della differenziata”.
In conclusione, Valentini ha affermato che, comunque, “vedremo in futuro quali siano le presunte irregolarità; ma come abbiamo già fatto nelle vicende dell’aeroporto di Ampugnano e della Fondazione MPS, se emergeranno danni economici a carico della collettività senese non esiteremo a promuovere fermamente un’azione di trasparenza e di eventuale responsabilità”.
Campanini si è dichiarato insoddisfatto della risposta del sindaco, riferendosi in particolare al tema della raccolta differenziata e dell’aumento delle tariffe, e ha posto la riflessione “se le partecipate facciano gli interessi dei propri soci privati piuttosto che dei cittadini”.
Una posizione rilanciata da Piccini, che ha definito la risposta del sindaco “non esaustiva, perché mi aspettavo rassicurazioni anziché la mancata volontà di esprimersi” e ha sottolineato “il problema delle partecipate e di come i Comuni soci ne perdano spesso il controllo”.
“Niente affatto soddisfatto” Pinassi, il quale ha sostenuto che “queste tipologie di affidamenti dovrebbero essere vincolati da una durata massima di 5 anni e che l’Antitrust ha redatto una nota, al fine di prevenire situazioni di oligopolio, nella quale vengono criticate le procedure degli stessi ATO”.
10) UNANIME LA POSIZIONE DEL CONSIGLIO CONTRO QUALSIASI IPOTESI DI CHIUSURA DELLA SCUOLA D’INFANZIA OSPEDALIERA DELLE SCOTTE
L’assessore Ferretti ha risposto alle cinque interrogazioni urgenti presentate da Petti, Porcellotti, Becchi, Giordano e Cappelli
Una presa di posizione ferma e unanime, condivisa in modo trasversale dai banchi della maggioranza e dell’opposizione, quella espressa dal Consiglio durante la seduta di ieri, 15 marzo, in merito alla notizia pubblicata sul sito web della regione Toscana e poi apparsa sulla stampa senese secondo la quale l’Ufficio scolastico regionale (USR) avrebbe optato, a partire dall’anno 2016/17, per la chiusura della scuola d’infanzia ospedaliera in funzione al policlinico delle Scotte.
Sono state ben cinque le interrogazioni urgenti entrate all’ordine del giorno dei lavori dell’aula: la prima e la seconda sono state sottoscritte da consiglieri del gruppo PD, rispettivamente da Rita Petti insieme a Giulia Periccioli e da Gianni Porcellotti con Stefania Bufalini; la terza da Maria Luisa Becchi e Alessandro Piccini (Nero su Bianco); la quarta da Giuseppe Giordano (Siena Rinasce), Laura Sabatini e Alessandro Trapassi (Gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi), Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa); la quinta da Pasqualino Cappelli, Lorenzo Di Renzone, Fabio Zacchei (Siena Cambia) e Pasquale D’Onofrio e Giacomo Vigni (Gruppo misto).
Tutti i documenti hanno espresso un’assoluta contrarietà all’ipotesi di chiusura di un servizio così qualificante per il policlinico delle Scotte, che interessa annualmente circa 500 bambini ricoverati principalmente nei reparti di Pediatria, Ematologia, Chirurgia pediatrica, Oculistica e Neuropsichiatria infantile, utile ed efficace non soltanto dal punto di vista educativo ma anche in grado di aiutare i piccoli a superare meglio i disagi dell’ospedalizzazione.
Nei vari interventi, i consiglieri hanno stigmatizzato anche la scelta regionale di potenziare la scuola ospedaliera di primo grado già funzionante in provincia di Firenze e di istituirne una nuova, primaria, in provincia di Arezzo a discapito della scuola dell’infanzia delle Scotte e di analoghe sezioni ospedaliere operanti in Toscana; così com’è stata rimarcata a più riprese la contraddittorietà della scelta rispetto all’evoluzione della legislazione nazionale, che sta andando nella direzione di inserire, a tutti gli effetti, le scuole dell’infanzia all’interno del percorso formativo scolastico.
E’ stata l’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, a fornire alcune informazioni sulla vicenda dopo essersi interessata e attivata insieme al sindaco Bruno Valentini e all’assessore all’Istruzione, Tiziana Tarquini: “Una decisione davvero grave e abbastanza complessa per come è maturata”. Come ha specificato Ferretti, infatti, la nota che formalizza la disposizione di chiusura è del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che afferma di recepire una delibera della Regione Toscana dello scorso mese di dicembre.
Ferretti ha reso noto di aver sentito sia la dirigente scolastica sia il personale dell’Ufficio scolastico provinciale, “i quali hanno affermato di aver appreso la notizia soltanto in questi ultimi giorni”. L’assessore ha poi informato l’assise che proprio ieri, in occasione della seduta del Consiglio regionale, è stato presentato un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi politici, finalizzato a richiedere al dirigente dell’USR di rivedere la decisione: “Siamo pronti a fare una battaglia in base alle nostre competenze e in sinergia con il Consiglio regionale, nel nome dei diritti dei bambini interessati. E’ assurdo che, nel momento in cui si sta valutando di collocare a livello normativo la scuola dell’infanzia nel percorso complessivo dell’istruzione, si vada a chiudere una realtà così importante, nata grazie al professor Zappella con lo sviluppo del reparto di Neuropsichiatria infantile e, per questo, ancora più necessaria e funzionale come, per esempio, nel caso delle diagnosi dell’autismo”.
“Sono certa che due posti di lavoro per le insegnanti non fanno saltare il bilancio dell’Istruzione – ha concluso Ferretti – e quindi il dirigente competente è chiamato a tornare sui propri passi”.
Nelle successive osservazioni dei consiglieri interroganti, Petti si è dichiarata “soddisfatta per il tono accalorato dell’assessore che denota l’attenzione dell’Amministrazione su questa ipotesi di chiusura, maturata in modo superficiale, che prescinde da qualsiasi analisi e valutazione” e Porcellotti ha auspicato ulteriormente che “il nostro operato e l’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale servano a risolvere la situazione”. Anche Cappelli ha espresso “piena condivisione con quanto annunciato dall’assessore Ferretti”, mentre Giordano ha affermato “di volersi accertare della cura e dell’attenzione con le quali sarà seguito il problema” e proposto di ricevere aggiornamenti sul tema durante le prossime sedute consiliari. Becchi si è invece dichiarata “assolutamente insoddisfatta perché non sono state date risposte alle mie domande e, inoltre, avrei preferito che fosse il sindaco, in quanto massimo responsabile della sanità in città, a intervenire su un argomento così rilevante”.
9) LA MANCATA COPERTURA ASSICURATIVA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “SAN BERNARDINO” NELL’INTERROGAZIONE URGENTE DI ANDREA CORSI
L’assessore Tarquini: “Un problema che riguarda solo quell’istituto, creatosi per l’assenza del direttore amministrativo: andiamo verso la soluzione del problema”
Facendo riferimento al decreto legge n°95/2010 che individua tra le funzioni dei Comuni anche quella di organizzazione e gestione dei servizi scolastici e, nello specifico, “alle notizie secondo le quali – come ha sottolineato lo stesso consigliere durante l’illustrazione del documento – i genitori degli alunni dell’istituto comprensivo San Bernardino sono stati contattati dalla direzione riguardo alla necessità di sanare la posizione assicurativa”, Andrea Corsi (L’Alternativa) ha presentato un’interrogazione urgente, sottoscritta anche dal collega di gruppo Massimo Bianchini, per chiedere al sindaco “se nel territorio comunale vi siano situazioni analoghe di criticità e come intenda eventualmente sanarle”.
Come ha chiarito l’assessore all’Istruzione, Tiziana Tarquini, “il problema riguarda soltanto l’istituto comprensivo San Bernardino ed è sorto per una prolungata assenza del direttore dei servizi generali e amministrativi della scuola, il quale ha responsabilità diretta nella definizione ed esecuzione degli atti di ragioneria ed economato, anche con rilevanza esterna”.
“Tra l’altro – ha rimarcato Tarquini – questa soluzione ha creato problemi anche a noi nell’organizzazione delle nostre attività rivolte agli alunni delle scuole”.
L’assessore ha comunque affermato di aver già “richiesto informazioni e sollecitato l’istituto a procedere verso la soluzione del problema: in tal senso, verrà incaricato un nuovo responsabile amministrativo che provvederà a ripristinare la situazione in tempi brevi per permettere le uscite delle classi e la piena attuazione dei programmi di offerta formativa”.
Corsi ha ringraziato l’assessore per la risposta nell’auspicio “che vengano rimosse le criticità segnalate nel minor tempo possibile”.
8) PASSA ALL’UNANIMITA’ LA MOZIONE DI CAMPANINI SUL PROBLEMA DELLA CARENZA PARCHEGGI PER I RESIDENTI
E’ stata approvata all’unanimità, con un emendamento che ha aggiornato e ricevuto il consenso di tutti i presenti, la mozione presentata ieri da Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, Rc, SsM) con la quale chiedeva “la possibilità, per i residenti del centro storico, possessori di regolare bollino, di poter parcheggiare nelle strutture coperte di Siena Parcheggi, quando non trovano disponibilità nei settori assegnati”. Una richiesta motivata dalla difficoltà, come ha spiegato il consigliere, di molti cittadini “costretti spesso a parcheggiare in zone vietate o a chilometri di distanza dalla propria residenza nonostante il corrispettivo che sono tenuti a pagare a seconda della lunghezza della loro auto”.
Con l’atto approvato i residenti potranno usufruire, gratuitamente, nella fascia oraria dalle 19 alle 8 dei parcheggi in struttura.
7) FRANCESCO RINALDI NEL CONSIGLIO DI GESTIONE DELLA FONDAZIONE MUSEI SENESI
Durante la seduta consiliare il sindaco Bruno Valentini ha comunicato all’aula la nomina di Francesco Rinaldi nel Consiglio di gestione della Fondazione Musei Senesi.
6) IL SINDACO VALENTINI TRACCIA IL FUTURO DEL SANTA MARIA DELLA SCALA NELLA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DI RITA PETTI
“Tre gli assi per il rilancio del complesso museale: il prossimo bando per l’affidamento dei servizi generali, gli investimenti strutturali e la programmazione culturale”
Riformulando parzialmente il contenuto e i quesiti di un’interrogazione presentata alcuni mesi fa sulla nomina di Antonio Calbi a direttore del Santa Maria della Scala, poi superata per la rinuncia dello stesso all’incarico e la successiva nomina di Daniele Pitteri, Rita Petti, esprimendo “la soddisfazione per il percorso di individuazione del direttore nel metodo oltre che nel risultato”, ha chiesto al sindaco di fornire alcuni elementi conoscitivi sul percorso di evidenza pubblica attivato per tale selezione e i principali aggiornamenti sulla programmazione e le attività del complesso museale.
Petti ha anche espresso la propria “preoccupazione per la prossima scadenza dell’affidamento dei servizi generali del Santa Maria e la contestuale necessità di garantire sia continuità nell’apertura al pubblico sia una programmazione a medio e lungo termine per il pieno rilancio di questa importante risorsa culturale cittadina”.
“Il tempo trascorso ha cambiato il senso stesso dell’interrogazione – ha introdotto la sua risposta il sindaco Bruno Valentini – e oggi possiamo esprimere profonda soddisfazione per una procedura a evidenza pubblica che si è rivelata efficace e impeccabile dal punto di vista formale. Inizialmente avevamo scelto colui che ritenevamo essere il migliore candidato, Antonio Calbi, e siamo rimasti amareggiati per la sua rinuncia all’incarico in considerazione di gravi motivi personali. Ma vedendo la professionalità e l’entusiasmo con i quali lavora Daniele Pitteri, sono certo di poter dire che il Santa Maria è in mani altrettanto sagge e competenti”.
Il sindaco ha informato l’aula che, proprio in questi giorni, si è incontrato con il direttore Pitteri, discutendo dei tre assi principali sui quali si svilupperà il rilancio del complesso museale: “Innanzitutto, anche per ragioni di tempistica, abbiamo discusso del bando con il quale dovremo procedere al nuovo affidamento dei servizi generali. Abbiamo poi trattato il tema degli investimenti strutturali e dei progetti di riqualificazione degli spazi già recuperati e di quelli ancora da recuperare: da questo punto di vista sono convinto che la Regione Toscana manterrà i propri impegni di finanziamento, come ribadito dal presidente Enrico Rossi durante la sua visita a Siena due settimane fa. Infine, l’aspetto della programmazione dell’attività culturale: da una parte il tema della qualità dell’offerta, dall’altra quello che riguarda i numeri della bigliettazione e, quindi, degli introiti. Già nel 2015 abbiamo registrato il 50% di visitatori in più rispetto al 2014 e questo è un dato di buon auspicio sul potenziale attrattivo di questa grande scommessa culturale”.
In conclusione, il sindaco ha citato anche il prezioso gesto di un cittadino appena deceduto che ha voluto offrire un lascito testamentale al Comune finalizzato per investimenti sul Santa Maria e per il quale “espliciteremo la dovuta riconoscenza anche nelle nostre scelte di indirizzo”.
La consigliera Petti si è dichiarata soddisfatta della risposta e ha ribadito “l’attenzione con la quale tutto il Consiglio comunale ha sempre trattato il tema del Santa Maria della Scala per rinnovare una richiesta di impegno: pur non essendo l’unico elemento su cui l’Amministrazione è chiamata a misurarsi, i risultati sul nostro prezioso complesso museale avranno un forte valore concreto e simbolico per delineare nuove e più efficaci modalità operative”.
5) RESPINTA LA MOZIONE DI PINASSI PER LA PROMOZIONE DI TARIFFE ACQUA AGEVOLATE PER LE FAMIGLIE COLPITE DA ALLUVIONI
E’ stata respinta la mozione presentata oggi da Michele Pinassi (MoVimento Siena 5 Stelle) con la quale, considerata anche l’attuale crisi economica che ha aumentato il numero delle famiglie in stato di indigenza, aveva richiesto l’impegno del sindaco e della giunta ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali “per favorire uno sgravio fiscale generale, tariffe agevolate per il consumo di acqua potabile e esenzione dei tributi al Consorzio di bonifica Toscana Sud, per tutti quei cittadini che, con adeguata e comprovata documentazione, abbiano subito danni conseguenti a eventi atmosferici”.
Dai banchi della maggioranza, il consigliere Massimiliano Bruttini (PD) “pur manifestando interesse nei confronti del tema” ha precisato che “l’evento alluvionale del 2013 ha coinvolto marginalmente il nostro territorio comunale, e che, comunque, lo stato alluvionale era stato riconosciuto anche dalla Regione Toscana, con sovvenzioni ai territori colpiti. Mentre l’alluvione del 2015 non ha interessato l’area senese”.
4) I TEMI DELLA SICUREZZA E DEL PRESIDIO DEL TERRITORIO NEL DIBATTITO CONSILIARE
L’assessore Balani ha risposto a un’interrogazione di Michele Pinassi
Focus sul tema della sicurezza, durante la seduta consiliare odierna, con l’interrogazione sottoscritta e presentata da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle).
Facendo riferimento “alle ricorrenti notizie di furti negli appartamenti, nonché di episodi di disturbo della quiete pubblica, che spesso non vengono neanche denunciati per il senso di impotenza dei cittadini” e alle competenze del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto e di cui fa parte anche il sindaco e chiamato a coordinare le forze di polizia presenti sul territorio, Pinassi ha sottolineato come il problema abbia comunque una valenza nazionale “con conseguente necessità dell’intervento del legislatore anche per evitare il ricorso alla giustizia “fai da te” che, spesso, genera conseguenze tragiche”.
Pinassi ha quindi chiesto di conoscere “il numero di pattuglie a presidio del territorio durante le ore della giornata; quante volte si è riunito il Comitato provinciale nell’ultimo anno e se la sua dotazione strumentale e di personale sia sufficiente ad assicurare la sicurezza dei cittadini; se saranno presi provvedimenti per fronteggiare i fenomeni di accattonaggio davanti agli esercizi commerciali della città”; più specificatamente, rispetto alle competenze dell’Amministrazione, “se esistono protocolli di intervento, quale dotazione di sicurezza è assegnata alla Polizia Municipale e quali iniziative siano state intraprese per sensibilizzare il Governo sul problema”.
L’assessore Mauro Balani, rispetto al Comitato provinciale, ha risposto che nel 2015 è stato convocato dal prefetto 25 volte, di cui 5 in seduta plenaria.
Quanto al corpo di Polizia Municipale, Balani ne ha illustrato la dotazione organica: “Oltre al Comandante, contiamo su 65 istruttori di Polizia Municipale e 9 istruttori direttivi, ciascuno responsabile di un settore specifico. Tra i primi, 33 sono impiegati per il controllo del territorio e 12 svolgono servizi specialistici. Il personale è suddiviso in tre turni con orario massimo fino alle 1 di notte, esteso fino alle 2 durante la stagione estiva. Di norma, nei turni mattutini e pomeridiani operano contemporaneamente due pattuglie di pronto intervento, due pattuglie-quartiere e altri 6 istruttori nelle principali zone della città: San Domenico, la Lizza, il Duomo, il centro, via Roma e Piazza del Campo”.
L’assessore ha poi descritto come lo stesso personale sia “dotato di presidi tattico-difensivi come spray urticanti, bastoni distanziatori e manette, di indumenti ad alta visibilità e giubbetti antitaglio. Ogni agente ha partecipato a specifici corsi di formazione della Scuola interregionale di Polizia locale sull’uso dello spray e dei bastoni. Inoltre, è costante il collegamento via radio degli agenti con la centrale operativa del Comando e di quest’ultima con le altre forze di Polizia”.
“Difficile dichiararsi soddisfatti – ha replicato Pinassi – perché non ho avuto risposte concrete su fenomeni come il racket dell’accattonaggio, i furti e la videosorveglianza che, come opposizione, caldeggiamo da oltre due anni. L’insicurezza è realtà, non solo percezione, viste le case svaligiate e i borseggi che si registrano al mercato settimanale”.
3) L’ASSESSORE BALANI RISPONDE A PINASSI SULLE PROCEDURE DI ACQUISTO DEGLI SPAZI PUBBLICITARI SUI QUOTIDIANI LOCALI
L’interrogazione del consigliere ha fatto riferimento alla pubblicazione della sentenza del Tribunale di Siena sull’assemblea e lo sciopero della Polizia Municipale del marzo 2014
La sezione Lavoro del Tribunale di Siena ha emesso, lo scorso 11 gennaio, la sentenza n°617/2014 relativa all’accertamento dell’insindacabilità del comportamento tenuto dal Comune in occasione dell’assemblea del 2 marzo 2014 e dello sciopero della Polizia Municipale del successivo 8 marzo.
Come puntualizzato nella seduta consiliare odierna da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) con un’interrogazione dedicata alla vicenda, “nella stessa sentenza era richiesto all’Amministrazione comunale di pubblicare un estratto del dispositivo sulla stampa locale e il dirigente competente ha provveduto all’affidamento del compito, a seguito di richiesta di preventivo a due ditte, per una spesa complessiva di 2.066,38 euro acquistando spazi sul Corriere di Siena e sulla cronaca locale de La Nazione”.
Il consigliere ha quindi chiesto “se l’Amministrazione comunale avesse potuto adempiere a tale obbligo sfruttando le strutture e il personale dell’ente anziché rivolgersi a ditte esterne, pagandole”.
L’assessore Balani ha chiarito il quadro e le procedure delle concessionarie di pubblicità che si occupano della vendita di spazi sui media, facendo da tramite tra colui che deve fare della pubblicità e i proprietari degli spazi, ovvero i media.
“La sentenza richiamata indicava espressamente gli spazi della cronaca dei due quotidiani locali per la pubblicazione del dispositivo – ha detto l’assessore – e noi ci siamo rivolti alla SpeeD-Società Pubblicitaria Editoriale e Digitale e alla R.S. Service che sono le concessionarie esclusive per la vendita degli spazi pubblicitari, rispettivamente, su La Nazione di Siena e su Il Corriere di Siena”.
Come ha aggiunto l’assessore, “gli spazi adibiti alla pubblicazione di bandi per concorsi, avvisi di gare pubbliche, sentenze di tribunale e simili sono soggetti a un listino specifico detto tariffa legale, prestabilito e non soggetto a scontistica. Inoltre, in ogni quotidiano è presente la gerenza, ovvero un riquadro posizionato generalmente in basso, dove vengono indicati il direttore responsabile del giornale, la redazione e la società concessionaria con mandato in esclusiva per la vendita degli spazi pubblicitari”.
Pinassi ha espresso “difficoltà di comprensione, probabilmente dovute alle modalità con le quali è stata scritta la relativa determina dirigenziale”.
2) “BOLLINI” E POSTI AUTO IN ZTL: L’ASSESSORE MAGGI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI FALORNI
Uno dei temi più ricorrenti delle interrogazioni consiliari, quello della gestione della zona a traffico limitato (ZTL), è stato ulteriormente oggetto di dibattito con il documento presentato da Marco Falorni (Impegno per Siena) e sottoscritto anche da Massimo Bianchini e Andrea Corsi (L’Alternativa).
Falorni si è concentrato, in particolare, sulla questione dei permessi per l’accesso e la sosta delle auto nella ZTL “e sulla loro eccedenza rispetto al numero dei posti disponibili”. Il consigliere ha quindi chiesto all’Amministrazione di conoscere “il numero degli stalli effettivamente presenti e dei permessi concessi, a qualsiasi titolo, per la ZTL”, e se “pretendendo un pagamento tariffario e certo per la loro concessione, e a fronte di un servizio la cui fruizione è assolutamente incerta, non ritenga di violare il rapporto di prestazione e controprestazione fra le parti”.
“Sono 2.702 i permessi rilasciati ai residenti, uno per ciascun nucleo familiare – ha risposto l’assessore alla mobilità Stefano Maggi – di questi circa 800 non acquistano il bollino perché usano, in abbonamento, i parcheggi in struttura, o altre soluzioni; mentre il numero medio, mensile, di bollini venduti ammonta a 1.617”. “Per quanto riguarda i numero dei posti segnati – ha proseguito – questi sono 1.250, ai quali occorre aggiungere, però, quelli non segnati, per l’impossibilità di disegnare strisce anti-estetiche in un centro storico monumentale come il nostro. La presenza di auto, rilevate in orario mattutino e pomeridiano dai nostri uffici, è sempre superiore ai posti segnati e anche ai bollini venduti”. Da tener presente, ad esempio, che nelle vie con cartello di divieto di sosta, se questo non contiene ulteriori specifiche, si può posteggiare dalle 20 fino alle 8 del mattino.
L’assessore, nell’evidenziare la necessità di migliorare ulteriormente l’attuale situazione con provvedimenti anche incisivi, incentivando il parcheggio in struttura e intensificando i controlli, ha garantito che “il nuovo sistema di accesso permetterà di evitare l’ingresso abusivo nella Ztl”.
Marco Falorni, nel dichiararsi ampiamente insoddisfatto, ha lamentato la “mancanza di risposte a quanto richiesto, perché l’assessore ha incentrato l’attenzione solo sui dati relativi ai residenti”. “Mantengo riserve sul comportamento in riferimento alla legittimità del Comune, perché quando un cittadino paga deve ricevere un servizio e non una possibilità”.
1) IL VICESINDACO MANCUSO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI FALORNI SUL PARCHEGGIO MAI REALIZZATO IN VIA GARIBALDI
Come ricostruito da Marco Falorni (Impegno per Siena) che, durante la seduta consiliare odierna, ha presentato un’interrogazione sulla vicenda, sottoscritta anche da Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa), la società Siena Parcheggi non ha mai realizzato il parcheggio interrato in via Garibaldi che doveva essere ultimato alla data del 31 ottobre 2013.
“La stessa società, partecipata al 100% dal Comune – ha sottolineato Falorni – ha dovuto restituire le caparre ricevute dagli acquirenti per gli acquisti dei posti auto e, in qualche caso, si è addirittura trattato di importi doppi rispetto a quelli anticipati, ai sensi dell’articolo 1385 del codice civile”. Il consigliere ha chiesto all’Amministrazione “se sia stata ultimata la procedura di annullamento dei contratti preliminari; quanti sono stati i casi in cui Siena Parcheggi ha restituito il doppio delle caparre ricevute e a quanto ammonti il relativo danno”; infine, “se corrisponde al vero che, nel periodo tra il 2012 e l’annullamento dei contratti preliminari, la società abbia corrisposto gli interessi legali agli acquirenti, nonché assegnato loro un abbonamento gratuito per un altro parcheggio fino all’ultimazione dei lavori”.
E’ stato il vicesindaco Fulvio Mancuso a ricostruire i passaggi della vicenda, che ha avuto inizio nel dicembre 2005 quando la Siena Parcheggi ha acquistato un terreno in via Garibaldi per la costruzione di un garage multipiano al prezzo di 468.850 euro. L’anno successivo fu quindi redatto un progetto che prevedeva la costruzione di 70 box e 17 posti auto dislocati su tre piani, con la parte finale destinata a parco a uso pubblico. Nel 2010, vennero contattati i 151 interessati all’acquisto dei box e dei posti auto per i quali, essendo in numero eccedente alle effettive disponibilità, si rese necessario un sorteggio notarile: fu escussa la lista degli interessati in ordine di sorteggio fino al numero 129 e prenotata la totalità degli stalli messi in vendita. Furono firmati 87 compromessi richiedendo ai contraenti, a titolo di caparra confirmatoria, una somma pari al 15% del prezzo del costruendo garage. Complessivamente, fu raccolta una somma di 656.283 euro, accantonata in apposito conto corrente bancario con un tasso del 4% per tutta la durata del deposito.
Alla fine di agosto 2011, fu indetto il bando di gara per i lavori di realizzazione dell’intervento e la procedura di aggiudicazione definitiva richiese un lasso di tempo molto ampio a causa dei ricorsi presentati dal primo e dal secondo classificato. Soltanto nel marzo 2013 la Siena Parcheggi poté assegnare i lavori alla ditta vincitrice, stipulando il relativo contratto nel successivo mese di giugno, ma a circa un mese di distanza la stessa ditta comunicò di aver presentato al Tribunale di Montepulciano istanza di concordato preventivo con riserva.
“Com’è facilmente intuibile – ha sottolineato Mancuso – tutto ciò ha comportato il mancato rispetto dei tempi inizialmente previsti per la realizzazione del parcheggio, stimati in 18 mesi.
E, proprio per tali motivi, gli amministratori della Siena Parcheggi ritennero doveroso, già alla fine del 2012, riconoscere ai prenotatari gli interessi legali sulle somme versate. Nelle casse della Siena Parcheggi giacevano infatti somme depositate dagli acquirenti che, fin dal novembre 2011, avrebbero dovuto trovare impiego nell’esecuzione dei lavori: caparre che avrebbero dovuto trasformarsi in acconti sul prezzo ma che, invece, stavano rendendo congrui interessi alla società. Un’operazione che, senza arrecare alcun danno economico alla Siena Parcheggi, si rilevò basilare per conservare la fiducia da parte dei promissari acquirenti”.
Successivamente la società ottenne di poter richiedere la proroga di ben due anni e tre mesi, quindi fino al 31 gennaio 2016, sui tempi di consegna dei manufatti nei confronti di coloro che confermavano l’interesse all’intervento, e di risolvere consensualmente e senza penalità il contratto con la quasi totalità di chi dichiarava di non essere più interessato all’intervento. Allo scopo di ottenere l’accettazione delle proroghe e prevenire eventuali contenziosi dovuti ai ritardi, dopo aver richiesto parere legale, il consiglio di amministrazione della Siena Parcheggi ritenne opportuno offrire in uso gratuito, a partire dalla fine di dicembre 2013, posti auto in uno dei parcheggi gestiti dalla società in cambio dei garage che, alla stessa data, avrebbero dovuto essere consegnato.
“Al 30 novembre 2013 – ha proseguito il vicesindaco – data ultima in cui era richiesto ai contraenti di esprimere la propria volontà sulla proroga dei tempi, erano stati confermati i compromessi per 68 posti auto; risolti consensualmente, con la sola riconsegna del capitale alla fine dell’anno, 7 preliminari; era stato stipulato un accordo transattivo per la risoluzione di un contratto per il quale l’azienda era stata citata in giudizio nel marzo 2013, riconoscendo al contraente il solo capitale versato e le spese legali pari a € 2.479,03; infine, per altri 9 posti auto, i promissari acquirenti si riservavano di decidere se confermare o meno il contratto al momento dell’effettiva riapertura del cantiere. A seguire pervenne alla società una richiesta di risoluzione contratto da parte di un prenotatario di due box, con riconoscimento di penali, individuate dalla parte in 15.990 euro. E’ opportuno precisare che questo stesso soggetto era l’unico che, fin dall’aprile 2012, aveva richiesto la modifica del vincolo di pertinenzialità dei parcheggi ampliandone il perimetro”.
Dopo aver ricevuto dalla ditta appaltatrice la comunicazione sull’impossibilità a effettuare l’intervento, la Siena Parcheggi procedette alla risoluzione del relativo contratto per inadempimento, con richiesta di risarcimento per il danno subito e, indirettamente, arrecato a terzi per la mancata esecuzione dei lavori, garantiti dalla fideiussione rilasciata dalla compagnia assicurativa interessata per un importo di 810.247,49 euro. Nel gennaio 2014 fu interpellata l’impresa che aveva presentato la seconda migliore offerta ma, a distanza di pochi mesi, anche questa fu dichiarata fallita dal Tribunale di Torino.
“A questo punto, la Siena Parcheggi – ha sottolineato Mancuso – aveva due strade: annullare l’intervento o scorrere la graduatoria. In questo secondo caso, avrebbe comunque dovuto interpellare le ditte in successione, considerando anche quelle interessate nel frattempo da altre procedure concorsuali, le quali, se avessero optato per un concordato in continuità o per una ristrutturazione dei debiti, avrebbero potuto aggiudicarsi l’appalto con conseguenti rischi sul completamento della realizzazione del progetto”.
Fu in questa contingenza che la società provvide a contattare nuovamente tutti i prenotatari per comunicare l’impossibilità della realizzazione dell’intervento e risolvere, quindi, i contratti.
“La correttezza sempre dimostrata dalla Siena Parcheggi – ha evidenziato il vicesindaco –ha permesso di risolvere consensualmente la maggior parte dei contratti e, solo in alcuni casi, la società è stata chiamata a corrispondere delle penali”.
Alla data del 31 gennaio 2016 risultavano risolti tutti i compromessi, a eccezione di uno per il quale la società ha comunque provveduto a inviare al promittente acquirente un assegno bancario per la restituzione delle somme versate e maggiorate di euro 7.020 a titolo di penale, ovvero il doppio della caparra. Alla stessa data risultava, pertanto, un quadro di 77 posizioni risolte consensualmente con la semplice restituzione della sola caparra a suo tempo versata; 4 situazioni per le quali è stato riconosciuto, a titolo di penale, il doppio della caparra; una posizione alla quale è stato riconosciuto, sempre a titolo di penale, il 60% della caparra, due per il 50%, due per il 30% e una per il 20%, per un totale complessivo di penali pari a 46.230,79 euro. A titolo transattivo per la proroga o per la risoluzione dei contratti, sono stati rilasciati 17 abbonamenti gratuiti per un valore nominale complessivo di 8.670 euro.
Nel triennio 2012/2014 sono stati quindi riconosciuti ai prenotatari interessi legali per complessivi 35.900,82 euro. Il totale complessivo dà la somma di 90.801,61 euro, di cui 82.131,61 effettivi e 8.670 di valore nominale. Contemporaneamente risulta incassata, a titolo di interessi attivi sul deposito delle caparre, la somma complessiva di 85.493,99 euro, con un differenziale finanziario positivo di 3.362,38 euro dal quale devono essere detratti gli 8.670 euro “virtuali” relativi al valore degli abbonamenti usati nelle transazioni.
“Avendo risolto tutti i contratti – ha concluso Mancuso – la Siena Parcheggi sarà in grado, nei prossimi giorni, di individuare esattamente il danno subito dal ritiro dal contratto di appalto regolarmente sottoscritto dalla prima ditta aggiudicataria. E’ utile, inoltre, ribadire che, al momento della stipula del contratto di appalto con la suddetta ditta, la Siena Parcheggi ha ottenuto una fideiussione assicurativa per un importo pari a 810.249,79 euro, a garanzia della corretta esecuzione dei lavori. Gli eventuali danni, subiti o subendi, derivanti dalla mancata esecuzione dei lavori saranno oggetto di richiesta di risarcimento, comprese le penali riconosciute ai promittenti acquirenti. Occorre, infine, ricordare che rimane aperta per il futuro la possibilità di optare per la riproposizione della realizzazione dell’intervento o per la messa in gara del terreno e del relativo progetto”.
Marco Falorni nel dichiararsi insoddisfatto ha rimarcato “il danno a carico della Siena Parcheggi”. “E’ vero che gli interessi attivi ammontano a circa 85mila euro, ma resta il fatto che siamo di fronte ad un danno accertato. Mi riservo di leggere attentamente il verbale per assumere, eventualmente, altre iniziative”.











