
“Pur potendo condividere l’obiettivo di solidarietà dell’Europa nei confronti di Paesi terzi in difficoltà socio-economiche tramite azioni commerciali di privilegio – sottolinea il presidente Cia Siena Luca Marcucci -, non va dimenticato che non si possono sempre penalizzare l’agricoltura e, in particolare, le produzioni mediterranee. Tra l’altro, la continua apertura delle frontiere della Ue e le concessioni non stanno riguardando solamente l’olio di oliva”.
Inoltre – aggiunge la Cia senese – c’è il rammarico per il fatto che non è stato approvato nemmeno l’emendamento della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo dell’11 gennaio scorso, che tentava di attenuare l’impatto negativo delle concessioni dalla Tunisia per il comparto oleicolo.
“È opportuno – aggiunge il direttore Cia Siena Roberto Bartolini -, che decisioni così strategiche siano adottate solo in seguito a valutazioni oggettive dell’impatto economico che generano sugli operatori europei. L’ultima speranza per introdurre modifiche – è riposta nel voto dell’aula di Strasburgo, che dovrà adottare il testo definitivo entro la fine dell’inverno”.
“Se si continuano a considerare come ‘merce di scambio’ i prodotti dell’agricoltura europea e mediterranea – conclude Marcucci – si rischiano di vanificare anche la nuove opportunità derivanti dai processi di liberalizzazione commerciale che l’Europa sta portando avanti nell’ultimo periodo”.











