
Il primo miracolo di Gesù Bambino
Dario Fo costruisce questa storia prendendo spunto dai Vangeli apocrifi. Gesù rimane da solo in mezzo alla strada e tenta di fare amicizia con i ragazzini del posto per giocare con loro, ma viene deriso in quanto “foresto”, un povero migrante figlio di migranti che parla un dialetto incomprensibile. Gesù si trova nella condizione del diverso, cerca di vincere il rifiuto che gli altri ragazzini gli oppongono e, pur di farseli amici, di riuscire a giocare e ridere con loro, decide di compiere un piccolo, grazioso miracolo. Un tema questo che si rivela particolarmente attuale, presentando il Figlio di Dio in una forma tenera e inconsueta.
La parpàja topola
In questo brano invece il tema diventa l’osceno, tutto ciò che viene censurato dal potere: il sesso e le parti del corpo che la repressa inventiva popolare ha sempre raccontato con fantasia e libertà creativa. L’osceno proposto da Dario Fo è sì grottesco ma, allo stesso tempo, lirico, lunare, sublimato nel linguaggio e nel gesto. Un giovane pastore che temeva le donne diviene improvvisamente ricco e quindi ambìto: tra le tante pretendenti, la prescelta è Alessia che però non disdegna i favori del prelato Don Faina. Ma l’ingenuità del pastore tocca a tal punto il cuore della ragazza che tutto si conclude in suo favore trasformando il tema osceno della storia in una favola di estrema purezza ed altissima poesia.
Il linguaggio
Il linguaggio utilizzato da Dario Fo si forma in una combinazione tra i diversi dialetti della zona padana, arricchiti di termini arcaici e sconfinamenti nel grammelot, ovvero un assemblaggio di suoni che allude ad un finto francese, uno spagnolo fasullo, un inglese inesistente. Tale lingua è quindi un’autentica creazione originale dell’autore che si basa sulla tradizione degli antichi giullari.
INFO Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte: tel. 0578 757007 / 757089 [email protected]
BOTTEGHINO: biglietti da 14 a 18 euro (studenti 10 euro – under 16 gratis): www.vivaticket.it











