
“Il tempo dei correttivi è scaduto. Serve azzerare tutto, sgomberare il campo e ridiscutere a mente aperta soluzioni alternative. Il gettito mancante va recuperato con una riforma fiscale improntata sull’equità, sull’effettivo valore dei terreni e sulla reale capacità contributiva delle aziende agricole. Nel frattempo i comuni si devono impegnare a moderare il prelievo” afferma l’ex Presidente della Provincia di Siena.
“L’agricoltura è un motore economico del nostro territorio, che gioca un ruolo decisivo anche nella tutela dell’ambiente e del paesaggio. È un’attività a cielo aperto, esposta a numerosi rischi: ambientali e metereologici, sempre più frequenti, oltre a quelli di mercato. Tassare il terreno agricolo significa colpire quel bene strumentale con il quale l’agricoltore lavora”, sottolinea Bezzini.
“La nostra provincia è composta prevalentemente di aree rurali, che pagano il prezzo più alto della razionalizzazione della spesa pubblica in termini di riduzione di servizi (come la chiusura degli uffici postali), di manutenzione della rete stradale e non solo” fa giustamente notare Simone Bezzini, “non possiamo permettere che con l’IMU agricola si colpiscano ancora una volta loro. Inoltre, è bene ricordare che gli agricoltori sono quelli che più di tutti contribuiscono a finanziare i consorzi di bonifica”.
“Per la nostra provincia i territori rurali sono fonte di ricchezza, reddito e occupazione. Meritano maggiore attenzione e risposte concrete dalla politica. Si cominci eliminando completamente l’IMU agricola, fonte di sofferenza e disparità” conclude il candidato alle prossime elezioni regionali.










