
A chiusura della stagione venatoria, le guardie del WWF delineano un quadro tutt’altro che positivo anche per la provincia di Siena, come già emerso in altre occasioni per le province di Firenze e Grosseto.
Il fenomeno del bracconaggio, o in generale dell’impiego di pratiche di caccia illegali, è molto più diffuso di quanto percepito dai cittadini e dalle istituzioni.
Pur considerando le limitatissime forze messe in campo per contrastare il problema, anche quest’anno non è trascorsa settimana senza che le guardie volontarie del WWF siano state coinvolte nel rinvenimento di reti, tagliole e lacci o nella verbalizzazione di illeciti per abbattimento di specie protette o particolarmente protette quali fringuelli, frosoni, cardellini, cinciarelle, cinciallegre, pettirossi ed addirittura rapaci. Come se non bastasse, nel quadro delle attività di caccia vanno inclusi gli illeciti legati alla circolazione fuori strada in aree boscate, al foraggiamento illegale della specie cinghiale ed al drammatico impiego di esche avvelenate.

L’abbattimento di specie protette e l’uso delle pratiche illegali di caccia comporta nei confronti dell’autore la denuncia penale all’autorità giudiziaria, con conseguenze anche gravi, che non rendono comprensibile come ancora oggi, nel 2015, ci siano personaggi disposti a mettere in atto queste azioni per una attività ricreativa. Il WWF ringrazia tutte le forze dell’ordine che collaborano con le proprie guardie volontarie ed invita tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione NO ai Crimini di Natura sul sito criminidinatura.wwf.it.











