Il valore dei territori come risorsa strategica per il made in Italy, in uno scenario internazionale sempre più instabile. È il filo rosso dell’incontro che si è tenuto ieri a Siena, nella Sala San Donato della Banca Monte dei Paschi di Siena, organizzato dalla Fondazione Qualivita per la presentazione del volume “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani Libri, con l’intervento di Maurizio Bai, vicedirettore di Banca MPS, seguito dalla lectio magistralis di Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.
A portare i saluti è stato Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha descritto il territorio come sinonimo di unicità e qualità, capace di creare valore dalle proprie specificità, ricordando come le filiali del Monte, presenti da oltre 550 anni, ne colgano i bisogni e ne sostengano lo sviluppo.
Con Siena come caso di scuola – 616 milioni di euro di valore alla produzione DOP e IGP (Rapporto Ismea-Qualivita 2025) – il dibattito moderato da Virginia Masoni è entrato nel vivo con l’autore, che ha presentato la Dop economy come modello capace di trasformare il patrimonio culturale, sociale e produttivo dei territori in valore economico.
Si parte dal viaggio dei seminari sulla Dop economy del TourDOP: un giro d’Italia tra produttori, studenti, imprenditori e comunità locali. Poi l’idea che dà il titolo al libro, un neologismo coniato nel 2019 e diventato una filosofia, con la prefazione di Umberto Galimberti. Sullo schermo, i quattro risultati di oltre 25 anni di lavoro di Qualivita e la mappa dei distretti della Dop economy senese, mossi da due ingranaggi: cultura e finanza.
Proprio la finanza passa il testimone a Maurizio Bai. Il Monte dei Paschi, che nella sua lunga storia ha accompagnato agricoltura, imprese e comunità locali, le sostiene oggi nelle grandi trasformazioni con una Business Unit specializzata nelle produzioni agroalimentari e vitivinicole di eccellenza. Dove c’è una DOP, ha spiegato Bai, c’è un territorio che esprime sostenibilità, comunità e turismo, e per questo Banca MPS punta sull’agroalimentare con centri specializzati, dialogo diretto con i Consorzi e piattaforme digitali per il credito e la crescita delle imprese.
Lo sguardo si è poi allargato agli scenari globali con la lectio magistralis “Geopolitica, economia e prospettive del made in Italy” di Federico Fubini. Le tensioni internazionali, ha spiegato il vicedirettore del Corriere della Sera, stanno facendo crescere in modo strutturale i costi della logistica e delle materie prime, anche alimentari. Per questo l’Italia deve ridurre la dipendenza dall’esterno e puntare sulle economie territoriali e sul proprio saper fare, ciò che la rende unica e che nessuno può portarle via.
Presenti in sala, tra gli altri, Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, gli ex rettori dell’Università di Siena Francesco Frati e Angelo Riccaboni, Marco Busini, presidente della Delegazione di Siena di Confindustria Toscana Sud, e Vanna Giunti, assessore al Turismo del Comune di Siena. Un ringraziamento è andato infine al Consorzio di Tutela del Pecorino Toscano DOP, al Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP e a MPS Tenimenti, che hanno accompagnato la serata dedicata al valore delle origini.












