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SIENA

Siena, sei Medaglie d’Onore per ricordare gli italiani deportati nei campi nazisti

La cerimonia in Prefettura nel ricordo dei militari e civili senesi deportati nei campi tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
21 Settembre 20266 Mins Read
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Nella mattinata odierna, presso il Salone degli Arazzi del Palazzo del Governo, presieduta dal Prefetto, Valerio Massimo Romeo, si è svolta la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai familiari dei cittadini italiani, militari e civili, che durante la Seconda Guerra Mondiale furono deportati e internati nei campi di concentramento tedeschi.

Alla cerimonia commemorativa hanno preso parte l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Siena, i Sindaci dei familiari degli insigniti, i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’Anpi, dell’Istituto Storico della Resistenza e della CGIL.

La “Giornata degli internati nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale”, ricorrenza civile nazionale istituita dalla legge 13 gennaio 2025, n. 6, è celebrata il 20 settembre di ogni anno “al fine di conservare la memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, ove subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. La Giornata ha anche lo scopo di onorare la memoria di tutti i militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l’armistizio”.

La legge istitutiva prevede che in occasione della Giornata si svolgano incontri, dibattiti, momenti comuni di ricordo e di riflessione per diffondere la conoscenza del valore storico, militare e morale della vicenda degli internati italiani e siano conferite le medaglie d’onore istituite con la legge 27 dicembre 2006 n.296, riconoscimento simbolico volto a omaggiare coloro che subirono la deportazione e l’internamento e a ricordare la sofferenza patita per tali tragici eventi.

La celebrazione ha avuto inizio con un indirizzo di saluto del Prefetto, Valerio Massimo Romeo, che ha evidenziato l’alto valore morale del riconoscimento e l’importanza di conservare e trasmettere la memoria storica di coloro che “rifiutando di collaborare con i nazifascisti furono internati nei campi di concentramento”.

Nel corso dell’intervento il Prefetto ha sottolineato “la necessità che sia coltivata la memoria di tanti italiani che, ribellandosi ai più duri regimi dittatoriali, subirono indicibili violenze fisiche e morali, anche con il sacrificio della vita in nome della libertà e della democrazia”.
Le medaglie oggi consegnate – ha rappresentato il Prefetto Romeo – “costituiscono oltre al dovuto riconoscimento alla memoria di questi eroi, anche un monito per le giovani generazioni, affinché comprendano appieno l’importanza dei valori contenuti nella Costituzione Italiana, rifiutando ogni posizione ideologica che si richiami, anche indirettamente, alla storia più buia della nostra Nazione”.

Nel corso della cerimonia sono state consegnate le medaglie d’onore ai familiari dei seguenti insigniti:

  • Medaglia d’Onore in memoria di Dirio DEL GIOVANE.

Fatto prigioniero a Castellina Scalo dopo l’8 settembre 1943, viene internato nel campo di concentramento tedesco Dachau. Dopo diversi tentativi riesce a fuggire e ad arrivare a piedi in Italia ad Arco, in provincia di Trento, dove viene soccorso da alcune suore per strada, allo stremo delle forze. Partecipa con i partigiani alla liberazione della città di Trento per poi ritornare, alla fine del conflitto, dai familiari che lo ritenevano deceduto in occasione dell’arresto, quando era stato portato via dai tedeschi senza che fossero fornite informazioni ai congiunti.
L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Sindaco di Monteriggioni, è stata ritirata dalla figlia Laura DEL GIOVANE;

  • Medaglia d’Onore in memoria di Mario GAZZEI.

Soldato dell’8° Reggimento Artiglieria “Pasubio” di stanza a Verona, viene catturato dai tedeschi a Rovereto, il 9 settembre 1943. Con treni a vagoni sigillati e piombati viene trasportato a Torun in Polonia, “Stalag 20A”, nel distretto militare di Danzica. Qui lavora come falegname riparatore di arredi per sommergibili. Liberato dalle truppe sovietiche l’8 maggio 1945 viene internato in Ucraina in una fattoria gestita dallo Stato e, dopo qualche mese, lasciato libero. L’8 ottobre 1945, dopo alcuni mesi di viaggio tra Polonia, Austria e Ungheria, fa rientro in Patria.
L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Sindaco di Colle Val d’Elsa, è stata ritirata dalla figlia Marta GAZZEI;

  • Medaglia d’Onore in memoria di Giuseppe GINEPRINI.
    Al termine del servizio militare di leva, concluso a fine 1920, si arruola nei Carabinieri e viene assegnato alla Legione di Ancona e nel 1929 viene trasferito a Firenze. Nel 1930 viene destinato a Poggibonsi dove rimarrà fino al 1933. Il foglio matricolare ci riporta che il 29 aprile del 1941 viene assegnato al XVII Battaglione dei Carabinieri Reali, mobilitato per l’Albania nel 1942. L’armistizio dell’8 settembre del 1943 lo coglie proprio a Tirana e lì viene fatto prigioniero dall’esercito tedesco. Il 19 settembre parte per la prigionia alla volta della Germania dove viene assegnato alla squadra di lavoratori coatti nelle fabbriche n.1141. Qui rimane per cinque mesi fino alla fine del febbraio 1944 quando viene trasferito al campo di concentramento “Stalag VI D” di Dortmund nel nord della Germania. A causa delle gravi condizioni di prigionia decede il 2 marzo 1944, come scritto in una commovente lettera indirizzata da un commilitone alla vedova. Riposa nel cimitero monumentale degli italiani caduti in guerra che si trova a Francoforte. L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Sindaco di Poggibonsi, è ritirata dalla nipote Fiorella BANDINELLI;
  • Medaglia d’Onore in memoria di Ivo MARCOCCI.
    Internato, dal 12 settembre 1943 al 1° giugno 1945, presso lo “Stalag 4B” di Muhlberg/Elbe, viene rimpatriato il 26 giugno 1945. Al rientro in Italia incontra enormi difficoltà a riprendere la vita ordinaria che tanto aveva cercato e anelato nelle lettere scritte alla moglie durante la prigionia e dalle quali emergono le tante sofferenze patite e la speranza di tornare a casa. Il lungo periodo di prigionia hanno lasciato segni profondi e provocato gravi malattie che lo condurranno alla morte, nel novembre 1956, solo undici anni dopo la libertà.
    L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Consigliere del Comune di Rapolano Terme, è ritirata dal nipote Massimiliano VELTRONI;
  • Medaglia d’Onore in memoria di Nello VITI.
    Militare del 3° Reggimento Fanteria della Divisione Piemonte, con sede a Messina, viene inviato nel 1942 in Grecia dove viene catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Viene internato nello “Stalag 6G di Bonn-Duisdorf”. Dopo aver svolto diversi lavori coatti in fabbriche tedesche e in una falegnameria, viene liberato dagli statunitensi il 13 aprile 1945, rientrando in Patria due mesi dopo.
    L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Sindaco di Monteriggioni, è ritirata dalla figlia Marisa Viti;
  • Medaglia d’Onore in memoria di Quinto VOLPI.
    Chiamato in guerra il 18 gennaio 1943 viene assegnato a Treviso al 55° Reggimento Fanteria “Divisione Marche” per essere poi trasferito presso il 259° Reggimento Fanteria “Divisione Murge” il 24 marzo 1943. Il successivo 9 settembre viene fatto prigioniero a Fiume e deportato nel campo di concentramento di Colonia in Germania. Fa rientro in Italia, sofferente e stremato, due anni dopo, il 9 settembre 1945.
    L’onorificenza, consegnata dal Prefetto e dal Sindaco di Torrita di Siena, è ritirata dalla nipote Natascia Volpi.


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