Sesta intervista ai capitani in vista della carriera di Agosto. Oggi è la volta del capitano della Contrada Sovrana dell’Istrice Claudio Pagliantini.
Capitano, dopo oltre un anno di assenza, quanta attesa c’è per il ritorno in piazza?
“L’aspettativa della contrada e dello staff palio è sempre quella dello scorso anno. A maggior ragione dopo un palio non esaltante dal punto di vista del risultato c’è ancora di più la voglia di fare bene nel prossimo palio di agosto“.
Sarà per voi un palio a doppio filo vista la presenza della rivale. Siete pronti a entrambe le strategie, in attacco e in difesa?
“Dopo il lavoro dell’inverno siamo pronti sia per un palio in attacco che in difesa. Questo lo decideremo principalmente il 13 una volta dati i cavalli”.
Si parla molto di un avvicinamento a Scompiglio. Può essere una pista valida per voi?
“Il rapporto con Jonatan è venuto avanti negli anni. È un rapporto cordiale e sincero e sappiamo entrambi cosa è lecito aspettarsi l’uno dall’altro. È chiaro che per vedere Scompiglio nell’Istrice serviranno una serie di incastri che solo il 13 sapremo se ci saranno stati”.
Il punto di riferimento degli ultimi anni è stato Giovanni Atzeni. È ancora lui la prima scelta con una cavallo competitivo?
“Il punto di riferimento dell’istrice è sempre Titta e sarà interessante portare avanti il lavoro fatto con lui negli anni se ci saranno gli incastri giusti”.
Capitolo cavalli. Quale è l’idea dell’Istrice in merito alla presenza dei 3 big?
“Dal nostro punto di vista il palio si vince con i cavalli buoni per cui non escludiamo la presenza dei 3 big se arriveranno al 13 pronti e sani. Chiaramente siamo pronti sia con il lotto in alto che con quello in basso qualora anche gli altri capitani decidano di fare scelte differenti rispetto a un lotto in alto”.
Anche se non vi ha riguardato da vicino, considerate le numerose polemiche che ci sono state, quale è il tuo giudizio sulla mossa di luglio: valida, giovane o falsa?
“Con il senno del poi potremo parlare di una mossa giovane, tuttavia mettendomi nei panni del mossiere, con dei cavalli così pronti al canape, è difficile fare una valutazione precisa e oggettiva in quegli istanti di mossa per cui non ritengo che sia stato fatto un lavoro sbagliato da parte del mossiere”.












