Siena celebra la pace con MOTUS e “Come potevamo noi danzare”. È una invettiva contro la guerra e la violenza l’evento che si svolgerà Sabato 21 Marzo a partire dalle ore 18:00 al Centro Internazionale d’Arte di Siena (Via Mencattelli 5/7) che ospita “Come potevamo noi danzare”, progetto realizzato da MOTUS, con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana, per celebrare la Festa della Toscana. Il progetto dà il titolo alla performance omonima della Compagnia MOTUS e preannuncia il tema della manifestazione che si ispira al più noto verso “Come potevamo noi cantare” di Salvatore Quasimodo immagine dell’occupazione e delle violenze della Seconda Guerra Mondiale.
L’evento si apre con un incontro pubblico, nel corso del quale prende avvio una riflessione sul tema attualissimo della difficile costruzione di una cultura di pace in tempo di guerra e sul ruolo che l’arte può avere in questo processo: un momento in cui motus celebra la pace attraverso il confronto, il pensiero critico e la condivisione.
A seguire, il vernissage della mostra “Ombrate fanciulle” di Antonio Giachetti, illustratore e grafico che si dedica alla realizzazione di opere con tecnica digitale, partecipando a esposizioni collettive e concorsi artistici nazionali. Il lavoro artistico di Giachetti nasce non solo da una forte capacità tecnica e da una solida conoscenza dell’arte, ma anche da un’attenta contaminazione di simboli e materie. In “Ombrate fanciulle”, l’artista prova a intrecciare sequenze paranormali con sentieri naturali e riconoscibili, creando un dialogo tra reale e surreale: anche qui, nel linguaggio delle immagini, motus celebra la pace come spazio di interpretazione e consapevolezza.
Dopo l’inaugurazione della mostra, la performance di MOTUS “Come potevamo noi danzare”, con coreografie di Simona Cieri, eseguite da Martina Agricoli, Ilaria Fratantuono, Roberta Morello, Mattia Solano ed Eleonora Pucci. I movimenti coreografici portano in scena la disumanità della guerra, mettendo al centro il ruolo della cultura nella costruzione del dialogo e nella comprensione reciproca: un atto scenico potente in cui motus celebra la pace trasformando il corpo in strumento di denuncia e speranza.
La promozione della pace, elemento centrale dell’identità toscana, assume oggi un significato ancora più urgente, in un tempo in cui sembrano svaniti i propositi del 1945 e il celebre “mai più” alla guerra. Eppure la Toscana continua a muoversi in quella direzione, sostenendo la cultura della pace, della solidarietà e del dialogo interculturale: un percorso condiviso in cui, ancora una volta, motus celebra la pace.
La serata si concluderà con un buffet offerto al pubblico, per favorire l’incontro con gli artisti in un clima conviviale. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Informazioni e prenotazioni: [email protected] / 0577 286980.












