Dopo la bella prova dell’ultima edizione del Wine&Siena, in scena al Santa Maria della Scala di Siena lo scorso week-end, il Consorzio Chianti Colli Senesi riparte di slancio per un 2024 di rinnovato entusiasmo, sia sul fronte del mercato interno, sia su quello delle esportazioni verso le piazze internazionali.
La prestigiosa manifestazione senese, organizzata in collaborazione con il Merano WineFestival, ha fatto registrare infatti un bilancio più che positivo, con un buon afflusso di visitatori e cosa che fa ben sperare per il futuro, una larga presenza di giovani, molto attenti a un consumo consapevole e molto interessati alle peculiarità delle varie denominazioni in degustazione.
“A partire dal ricambio generazionale dei consumatori, ben visibile nell’ultima kermesse senese – dice Cino Cinughi de Pazzi, presidente del Consorzio Chianti Colli Senesi – si può affermare che le modalità di consumo del vino e del Chianti in particolare, si stiano oggi evolvendo verso un altro tipo di fruizione, per cui se prima infatti eravamo abituati a un consumo di vino prettamente casalingo e domestico, attorno cioè alla tavola apparecchiata, adesso il consumo di vino si è spostato in buona parte attorno a quei momenti di convivialità come gli aperitivi o le cene in cui appunto l’elemento conviviale diviene il fulcro dell’evento. E da questo punto di vista le nostre produzioni sono certamente pronte a far fronte a queste nuove dinamiche di consumo, con prodotti eccellenti sia nelle etichette di annata che nelle riserve, mantenendo inalterata quella che da sempre è la nostra principale caratteristica di denominazione: l’ottimo rapporto qualità prezzo”.

E se per il 2024 l’entusiasmo non manca, è pur vero che da un punto di vista produttivo, il 2023 non è stato certo clemente con il settore vitivinicolo, sia per la difficile situazione internazionale, ma anche dal punto di vista meteorologico.
“Da in punto di vista meteo, lo scorso anno si sono presentate tutte le problematiche che potevano esserci, dalle piogge intense che hanno portato diverse malattie in vigna, alla siccità, alle grandinate, per una situazione complessiva di difficile gestione, unita purtroppo a un contesto internazionale molto “caldo”, fatto di guerre e grandi cambiamenti, che ha portato tra le altre cose a una certa diminuzione del consumo dei rossi – aggiunge Cinughi de Pazzi -. La voglia di ripartire e la capacità di stare al passo con le evoluzioni del mercato comunque certo non ci mancano e a giudicare dall’interesse di manifestazioni come Wine&Siena, i segnali di ripresa sono più che buoni. Staremo quindi a vedere!”













