Nella giornata di ieri, domenica 12 novembre, in provincia di Milano, un cittadino egiziano ventenne è stato sottoposto a fermo come indiziato di delitto, in quanto ritenuto responsabile delle aggressioni avvenute a Siena il 3 ed il 5 novembre scorsi.
Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Siena, che ha ritenuto sussistere per il giovane egiziano un grave quadro indiziario di colpevolezza e il pericolo di fuga.
Al fermato sono contestati i reati di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi (artt. 56, 575, 61 n. l c.p.) e di lesione personale aggravata (artt. .582 e 585 c.p.) in relazione all’aggressione con un cacciavite avvenuta all’interno dei locali del centro di accoglienza della Caritas San Girolamo a Siena, il 3 novembre scorso, nei confronti di tre persone di nazionalità pakistana, nonché i reati di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi e di porto di armi e oggetti atti ad offendere (art. 4 Legge 110 del 1975) in relazione all’aggressione avvenuta in piazza Gramsci, a Siena, il 5 novembre scorso, nei confronti di un’altra persona di nazionalità pakistana, con l’uso di un coltello karambit.
L’esecuzione del provvedimento di fermo è scattata dopo che il cittadino egiziano è stato individuato e bloccato dai Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni, a Cormano, in provincia di Milano, in un miniappartamento situato all’interno di un condominio, dove verosimilmente aveva trovato riparo presso un conoscente dopo essersi allontanato dal capoluogo senese.
Le indagini che hanno portato alla emissione del provvedimento, coordinate dalla
Procura della Repubblica di Siena, sono state eseguite in modo sinergico dal personale della Polizia di Stato, Squadra Mobile della Questura di Siena e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Siena.
Il fermato è stato associato presso la Casa circondariale di San Vittore di Milano, in attesa della convalida da parte del Giudice per le indagini preliminari.












