
“Ora basta. Ogni giorno gli agricoltori senesi – sottolinea Berni – devono fare i conti con i danni creati da cinghiali e caprioli: distruzione di semine, distruzione di giardini, cinghiali che addirittura corrono dietro ai trattori per mangiare i semi durante le fasi di semina. È una situazione oltre i limiti dell’immaginabile, la pressione di questi animali è talmente grande che non è più sopportabile.
Tutto questo accade in Toscana ed in provincia di Siena, mentre a pochi metri di distanza, al confine con altre regioni (Umbria), c’è una capacità di risposta nei confronti degli agricoltori e di gestione del problema totalmente diversa. Da una parte tempi dinamici con risposte entro le 24 ore; in Toscana e nel Senese servono dai tre ai quattro giorni se non addirittura oltre la settimana. Il sistema di richiesta danni e abbattimenti toscano è diventato faraonico e non offre risposte immediate”, prosegue ancora Berni.
Peraltro, in questi giorni, è uscita una proposta da parte degli assessori all’agricoltura della Conferenza Stato Regioni, in audizione in Commissione Agricoltura della Camera, in cui si indica un sistema di ripristino dell’ecosistema: “sicuramente una proposta positiva in prospettiva, ma non sarà attraverso quella proposta che si potrà gestire questa che, attualmente, è una vera e propria emergenza e che ha bisogno di altri tipi di risposte urgenti” conclude Berni.











