
“Questo è un piano industriale a tutti gli effetti – aggiunge la candidata 5 Stelle –, riassumibile in 20 punti principali, ma la cui spina dorsale è costituita dalla realizzazione o riconversione di 40 impianti per il trattamento dei rifiuti urbani e 10 per i rifiuti industriali. Inutile precisare che tra questi non c’è alcun nuovo inceneritore, che Giani vorrebbe imporre con i carri armati, e nemmeno il gassificatore Eni di Livorno che sono pronta a mandare in soffitta, revocando il protocollo d’intesa siglato da Enrico Rossi”.
Il piano, in sintesi, ha come punto d’approdo la creazione di un sistema di raccolta porta a porta semplificato e unificato, con il quale uniformare tutti i Comuni della Regione: due soli contenitori per la differenziata per ciascuna abitazione, uno per l’organico e uno per il multimateriale. I rifiuti indifferenziati ed altre tipologie di Rifiuto verranno conferiti in isole ecologiche di quartiere anche mobili presidiate aperte H24 e in cassonetti stradali digitalizzati e sorvegliati, necessari per l’applicazione della tariffa puntuale.
“La teoria di base – spiega Galletti – è che chi più inquina e produce rifiuti, più paga e questo varrà sia per le famiglie che per le imprese per le quali abbiamo previsto l’introduzione di una waste tax e una plastic tax. Al contempo prevediamo incentivi per la riconversione degli impianti alla produzione di imballaggi ecosostenibili e per la grande e piccola distribuzione che introdurranno il rifiuto a rendere”.
Ad effettuare il servizio di raccolta saranno 10 Apo, Ambiti provinciali ottimali, ovvero società a totale gestione e controllo pubblico per poter lavorare con economie di scala e massimizzare l’efficienza degli impianti e della logistica.
“Manderemo in soffitta gli attuali Ato – aggiunge Galletti – introducendo gestori interamente pubblici e indipendenti, 3 Ago, Ambiti gestionali ottimali”.
Impianti previsti
20 centri di recupero e riuso – 2 per provincia
5 centri di trattamento dei Raee 1 ogni 2 province
5 centri di selezione del selezionato per il trattamento di materiali differenziati (vetro, plastiche, metalli, ecc.) – 1 ogni 2 province
10 tmb (impianti per il trattamento biologico meccanizzato) che arriveranno, progressivamente a restituire uno scarto non recuperabile del 3% entro 10 anni.
manterremo solo 3 inceneritori attivi, con avvio dello spegnimento definitivo entro 2024
10 discariche da avviare al “post mortem” entro il 2035. Tutte le altre verranno chiuse entro il 2024.
“Questo lavoro – conclude la candidata – rappresenta il punto di partenza per la costruzione di una Toscana davvero virtuosa nella gestione del ciclo dei rifiuti e nella promozione di una reale economia circolare. Un po’ di concretezza in mezzo a una campagna elettorale fatta solo di slogan”.










