
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Siena, Valentina Magnini, ha preso il via da una denuncia di una donna.
“Il Comandante Rinaldi contesta con fermezza la grave e infamante ipotesi di reato su cui sono in corso investigazioni e nell’ambito delle quali sono state svolte le ampie e approfondite attività di perquisizione, che hanno avuto esito negativo – scrivono gli avvocati di Rinaldi, Enrico e Lorenzo De Martino -.
Non appena potremo avere visione degli atti valuteremo con il nostro assistito la migliore via per dimostrare la sua totale estraneità dai fatti contestati, sottolineando che anche il Comandante Rinaldi, a sua volta, è stato oggetto di messaggi minatori da parte di ignoti nel medesimo arco temporale oggetto di indagine”.











