
“Tre di questi casi asintomatici – sottolinea il presidente Rossi – provengono infatti da attività di screening sierologico, gli altri sette da screening con tampone effettuato in ospedale, nei pronto soccorso, nella pre-ospedalizzazione e in tutte le altre attività ospedaliere quotidiane. Questo significa che in Toscana siamo in grado di condurre una vera ricerca capillare del virus che è tanto più importante se asintomatico, con le evidenti implicazioni che questo ha in relazione a diffusione e contagio”.
“Questo metodo – continua Rossi – è uno dei tre pilastri delle tre “T” (testare, trattare, tracciare) e rendere questo dato visibile e conoscibile ai cittadini consente di interpretare questi numeri quotidiani non come un semplice conteggio o aumento dei casi ma come il racconto di una strategia che ha già difeso i toscani e la sanità regionale. Ricordo inoltre che l’indice di contagiosità in Toscana, così come calcolato dall’Istituto superiore di sanità, è infatti anche oggi ampiamente sotto quota 1, vale a dire 0,59.”
“Un metodo – conclude il presidente Rossi – che se condotto con continuità e rigore nel tempo potrà aiutarci a prevenire e mitigare la circolazione di questa malattia. Ancora una volta, quindi, ringrazio tutti gli operatori sanitari e i cittadini per gli sforzi che stanno facendo per questo scopo”.











