
Il progetto “L’unica differenza sono solo due mani”, oggetto della tesi di laurea in Scienze infermieristiche all’Università di Siena della dottoressa Ylenia Donati, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Siena Cuore Onlus e l’Associazione Anffas AltaValdelsa, e rappresenta il primo esempio in Italia di inclusione nell’ambito della formazione sul primo soccorso BLSD e le manovre salvavita.
Il lavoro, frutto dell’esperienza personale della dottoressa Donati sia come professionista sanitaria che come volontaria dell’Associazione Siena Cuore Onlus e dell’Associazione Anffas Alta Valdelsa, prevede l’utilizzo del linguaggio “Easy to Read”, ossia un linguaggio facile da leggere e da capire, che agevola le persone con disabilità rendendo accessibili le informazioni necessarie all’azione.
E’ stato così realizzato un pacchetto formativo, validato da Anffas Nazionale per una sua adozione sul campo, standardizzato e adeguato per l’attività di formazione vera e propria, strutturata in due incontri dedicati rispettivamente alla teoria e alla pratica delle manovre salvavita.
“Considerato che in caso di arresto cardiaco gli esiti sono tempo-dipendenti – spiega la dottoressa Donati – la diffusione della cultura delle manovre salvavita è la principale arma che abbiamo a disposizione per combattere la morte cardiaca improvvisa”. “Spesso le persone con disabilità intellettiva o relazionale vengono escluse dal percorso di formazione sociale – prosegue – in quanto è luogo comune considerarle non capaci di integrarsi in un gruppo e di raggiungere un obiettivo comune e prefissato. Attraverso questo lavoro ho voluto provare a confutare questa convinzione, partendo proprio da una dichiarazione di differenza”.
“In questa esperienza – evidenzia Ylenia Donati – persone con differenti disabilità hanno imparato e interiorizzato che per salvare una vita umana tutto ciò che fa la differenza e saper fare la cosa giusta acquisendo le giuste conoscenze. Dimostrazione sul campo – conclude Ylenia Donati – del fatto che ognuno può contribuire a suo modo se messo in condizioni di farlo. Il progetto è un esempio di proficua collaborazione tra più realtà, dall’università alla sanità e al volontariato, per un passo in avanti nel sociale verso l’integrazione e l’inclusione”.











