
“L’esperienza si è rilevata estremamente interessante – racconta il segretario generale Roberto Giubbolini – perché abbiamo potuto contattare centinaia di lavoratori, incontrandoli all’alba, nei vari punti di ritrovo, consegnando loro dei gadget informativi che hanno accettato volentieri: Ci hanno fatto anche molte domande e con diversi di loro ci siamo scambiati anche i numeri di telefono. Nell’intervallo dell’ora di pranzo abbiamo potuto fare lo stesso, sia pur con tempi ancora più ristretti.
Durante questi incontri forse abbiamo intercettato anche dei caporali – aggiunge Giubbolini – che obtorto collo hanno dovuto subire la nostra presenza. Queste figure, al di fuori dei normali canali di collocamento e senza rispettare diritti e salari, fungono da intermediari con i datori di lavoro arruolando la mano d’opera, trattenendo per sé una parte del compenso e facendosi pagare dai braccianti anche il sistema di trasporto verso i luoghi di lavoro. In tale contesto, i lavoratori migranti, per specifiche condizioni di vulnerabilità (scarsa conoscenza degli strumenti di tutela, inidonea sistemazione abitativa, distanza dai luoghi di lavoro ecc.) costituiscono un potenziale bacino d’offerta di lavoro sottopagato e dequalificato.

Il nostro tour come sindacato di strada continua – conclude Giubbolini – anche perché in diverse zone, a causa delle condizioni climatiche, la vendemmia non è ancora iniziata e ci si aspetta una buona annata. Intanto speriamo di aver piantato dei semi che germoglieranno!”.











