
Il coordinatore Opi Toscana Giovanni Grasso e il presidente dell’Ordine di Firenze e Pistoia Daniele Massai, intervenendo a nome di tutti, hanno delineato un quadro estremamente difficile: in Toscana gli infermieri sono pochi, e la situazione è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni. Si prevede, hanno spiegato, che circa 1.300 infermieri andranno in pensione di qui a poco, grazie anche alle nuove disposizioni in materia pensionistica: questo porterà a 4.000 il numero dei professionisti che mancano in Toscana. Con disagi e rischi non solo per chi è rimasto a lavoro e si deve sobbarcare carichi immensi, ma soprattutto per i cittadini toscani: numerose ricerche hanno evidenziato che quando si scende dai parametri ideali di numero di presenza di infermieri per paziente, il rischio di mortalità per mancanza o inadeguatezza di cure cresce in maniera esponenziale.
Un altro problema è rappresentato dalla cosiddetta “ambulanza infermieristica”, che è stata prevista da una serie di normative nazionali, poi riprese dalla Regione, che prevedono che possa essere inviata in alcuni casi un’ambulanza con un infermiere qualificato a bordo (senza dunque il medico) che può comunque garantire interventi fondamentali di soccorso avanzato, come il sostegno alle funzioni vitali e altre manovre.
Ma, denunciano gli Ordini professionali degli infermieri, il servizio di questo tipo di ambulanza è applicato a macchia di leopardo nelle varie province. Per questo i rappresentanti degli infermieri hanno chiesto alla commissione Sanità di effettuare un monitoraggio e un controllo sulle varie aziende, in modo da ristabilire un quadro legittimo e uniforme.











