
«Il sistema degli Atc non può durare, le risorse sono sempre meno ed i cacciatori sono in netto calo anno dopo anno – precisa il presidente Cia Siena, Valentino Berni –, mentre gli ungulati continuano a crescere in quantità ed in danni provocati alle aziende agricole della provincia di Siena. Ed ormai non solo più cinghiali e caprioli, ma ci troviamo a fare i conti anche con istrici e tassi che danneggiano vigneti e non sono contenibili neanche con le recinzioni installate contro i cinghiali. La situazione non è più sostenibile». Intanto per ogni 100 ettari di territorio ci sono 20 cinghiali, per ogni agricoltori ci sono 5 capi di ungulati.
A differenza dell’Atc Siena Sud, l’Atc Siena Nord ha osservato fino ad oggi le disposizioni previste dalla Legge Obiettivo, in fatto di abbattimenti e di rimborsi alle aziende che hanno subito danni. «Il problema ormai è molto più ampio – aggiunge Berni – ed è una questione di sostenibilità del sistema faunistico venatorio in un rapporto di equilibrio con l’agricoltura».
A fronte di questo quadro, la Cia Siena si interroga sull’attuale ruolo degli Atc: «E’ lecito domandarsi quale soggetto rappresentino oggi gli Ambiti territoriali di caccia e quali logiche rispondano: sono organi politici-decisionali con tanto di amministratori con portafoglio; oppure tavoli tecnico-esecutivi che rispondono ad indirizzi politici?».











