
La nuova area, i cui lavori sono stati coordinati dal Dipartimento Tecnico diretto dall’architetto Filippo Terzaghi, si trova al lotto 1, piano 3 del policlinico Santa Maria alle Scotte ed è articolata in 560 metri quadrati e prevede una parte clinica destinata alle attività di accettazione, prime visite, controlli e follow up, e una parte direzionale, con un investimento di circa 800mila euro. Particolare attenzione è stata dedicata all’uso dei colori, caldi e rassicuranti con tonalità giallo pastello, ocra, arancio e alcuni locali azzurro e celeste.

L’attività del centro, avviata 15 anni fa grazie alla grande attenzione della Regione Toscana a questa nuova arma per combattere il cancro, prevede, in aggiunta ai trattamenti convenzionali attualmente disponibili e di provata efficacia, un forte impegno nella ricerca clinica, offrendo ai pazienti oncologici le più recenti metodologie terapeutiche disponibili nell’ambito della terapia biologica, immunologica e farmacologica del cancro. «L’attività di ricerca clinica – spiega Michele Maio, direttore del CIO – è svolta all’interno del reparto mediante la conduzione di sperimentazioni cliniche di fase I, II e III e consente di offrire ai pazienti provenienti da tutta Italia, nuove opportunità terapeutiche. Abbiamo attive oltre 40 sperimentazioni cliniche e lavoriamo in collaborazione con le più importanti realtà nazionali ed internazionali e con il sostegno di enti, istituzioni, fondazioni e onlus, tra cui la Fondazione AIRC e la Fondazione NIBIT».

«L’obiettivo – aggiunge Maio – è unire i ricercatori pre-clinici e clinici in un’unica realtà operativa, per dare vita a nuove strategie terapeutiche nella lotta contro il cancro. Nel 2018 al CIO sono arrivati circa 3.000 nuovi pazienti e circa il 75% di quelli in terapia è stato inserito in studi clinici. Il CIO – prosegue Maio – ha quattro anime fondamentali: un reparto clinico di Immunoterapia Oncologica, un laboratorio traslazionale ottimizzato per svolgere tutte le attività indispensabili a supporto dei programmi di sperimentazione clinica, laboratori destinati alla ricerca di base (pre-clinica) e una sezione dedicata alle sperimentazioni di fase I e III. Queste quattro realtà devono essere in costante comunicazione fra loro – aggiunge Maio – e il nuovo reparto ci aiuterà molto in queste attività».

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