
“La campagna referendaria del Comitato No alla fusione si chiude con “l’AperiNo” nei locali del Teatro del Popolo di Rapolano Terme, ennesimo evento pubblico organizzato dal Comitato del No da quando, a maggio scorso, ha iniziato la sua attività di informazione e coinvolgimento della cittadinanza. “Il Comitato del No – dice il presidente, Doriano Mazzini – si è sempre mosso mettendo al centro delle sue iniziative i cittadini, facendo da collettore alle loro istanze e cercando di far sentire la loro voce. Quando abbiamo mosso critiche e posto domande sulla proposta di legge, non è mai arrivata nessuna risposta, se non offese e accuse di svariata natura. Questo perché i difetti del testo di legge sono insuperabili, i contenuti della stessa pressoché inesistenti. Dei tre consiglieri comunali firmatari della proposta di legge non si è mai visto nessuno, tra la gente, a presentare questo scellerato progetto di fusione. E anche questo la dice lunga. Per tutte queste ragioni – conclude Mazzini -, rivolgo ancora più forte l’appello ai miei concittadini per bocciare con un deciso NO questa fusione”.
Molti i temi dibattuti dal Comitato del No nelle ultime settimane che hanno smascherato un progetto di fusione vuoto. “La proposta di legge è stata scritta da poche persone e non discussa con nessuno – ribadisce Alessandro Starnini, portavoce del Comitato -. Previsioni unilaterali come Asciano capoluogo senza discutere. Un nome (Crete Senesi) sbagliato, dannoso e in conflitto con altri Comuni. Nessuna garanzia di uffici e servizi di Rapolano Terme, Serre e Armaiolo. Insomma un contratto per la vita scritto da una parte sola con l’altra che dovrebbe solo firmare. Da parte dei sostenitori del Si sono state dette numerose falsità e assurdità – prosegue Starnini -: come quella per cui si cancellerebbe il Comune di Rapolano Terme perché c’è da smaltire l’amianto all’Arbia o come quando si davano garanzie sui servizi, inesistenti nella loro legge. E infine – conclude Alessandro Starnini – false certezze dei soldi per fare di tutto e di più. Soldi che invece non ci sarebbero come oramai dice anche il Governo in atti ufficiali”.
In sintesi, conclude il Comitato del NO, nessuno è ostile al cambiamento, il futuro c’è già senza fare una sciagurata fusione. Il Comitato, in questi mesi, ha organizzato numerose occasioni di incontro e confronto con i cittadini. Continuerà a farlo, accogliendo suggerimenti e proposte per il futuro delle nostre comunità. Il futuro c’è, ma a condizione che la fusione non ci sia e che le nostre comunità non divengano una facile preda da spolpare da ristrette lobby politiche o partitiche”.











