Commento e letture saranno di Mita Feri. Cuore di queste poesie di Luciano Valentini è il “Viaggio”: nello spazio, nel tempo, nella memoria, nell’anima. Viaggio spesso immobile, intorno a remoti ricordi resuscitati dall’osservazione casuale di un fiore o di un tramonto. Altre volte fisico attraverso boschi o città vissuti, ma sempre mosso dall’ansia di assorbire, comunque non disperdere, le emozioni che la natura dissemina lungo quell’essenziale, supremo viaggio che è la vita stessa. Un viaggio che non ha meta – come ci spiegano i versi di “Il ritorno di Odisseo” – se non quella di definire compiutamente il senso del proprio esistere e goderne l’interezza in una “Disperata felicità”.
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venerdì, 11 Settembre 2026











