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SALUTE e BENESSERE

Tempi di attesa per i percorsi ambulatoriali, le linee di indirizzo della Regione

6 Luglio 20189 Mins Read
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Rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dal Piano regionale governo liste di attesa e dal Piano nazionale. Analisi della domanda e monitoraggio costante del rispetto dei tempi. Possibilità per le aziende di acquisire dai professionisti prestazioni in regime di intramoenia per assicurare l’erogazione dell’attività clinica o diagnostica nei tempi previsti.

Questi i punti chiave della delibera portata in giunta dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata nel corso dell’ultima seduta, che vara le linee di indirizzo alle aziende per ridurre i tempi di attesa per le visite ambulatoriali. La delibera, che per il 2018 destina all’attuazione da parte delle aziende di tutte le azioni necessarie per ridurre i tempi di attesa la somma di 10 milioni (all’interno della quota di Fondo sanitario regionale indistinto), è stata presentata ai giornalisti stamani dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore Stefania Saccardi, alla presenza dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie.

Dopo essere intervenuta (nel maggio scorso) per contenere i tempi di attesa per gli interventi chirurgici, la Regione prosegue su questa strada, e con questa nuova delibera affronta il tema delle liste di attesa per la specialistica e la diagnostica.

“La Toscana è prima per i Livelli essenziali di assistenza e per qualità delle prestazioni – ha detto il presidente Rossi – ma le liste di attesa sono un punto problematico della nostra sanità, che angustia ed è oggetto di critiche da parte dei cittadini. Questa delibera è importantissima, un intervento fondante per risolvere il problema delle liste di attesa per la specialistica e la diagnostica, e per questo ringrazio quanti ci hanno lavorato. Avremo liste di attesa trasparenti e tracciabili. Ci aspettiamo i primi risultati entro la fine dell’anno. Quando si muove una portaerei come la sanità, le manovre cominciano da lontano”.

“I dati sul nostro sistema sanitario presentati ieri ci dicono che il 50% degli indicatori sono migliorati – ha sottolineato l’assessore Saccardi – Nonostante questo, il tema delle liste di attesa esiste anche in Toscana, è un tema trasversale a tutte le regioni. Noi abbiamo scelto di affrontarlo in modo più deciso, per modificare la percezione che i cittadini hanno della nostra sanità. Siamo partiti già da tempo e abbiamo scelto una soluzione più complessa, ma che potesse avere risultati duraturi nel tempo. Abbiamo lavorato sull’organizzazione, prima per gli interventi chirurgici, ora per la specialistica e la diagnostica. Gli ambulatori saranno disponibili su 12 ore al giorno, e 6 ore il sabato. Abbiamo stabilito anche i livelli territoriali per le prestazioni: per le cose più semplici, il livello di distretto, per quelle più complicate anche il livello di area vasta”.

Anche in questo caso, come già per gli interventi chirurgici, la parola chiave è Gestione Operativa, una specifica funzione che dovrà essere attivata da tutte le aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie, e il cui compito principale dovrà essere quello di allineare alla domanda la capacità di erogare le prestazioni ambulatoriali, mediante l’analisi qualitativa e quantitativa della domanda stessa e la conseguente allocazione ottimale delle risorse. Per questo, è necessario un efficiente impiego delle risorse umane, tecnologiche e degli spazi fisici.  E tutti i componenti della rete devono lavorare in sinergia, con una maggiore integrazione operativa che preveda uno stretto collegamento tra assistenza ospedaliera in regime di ricovero, assistenza specialistica e cure primarie.

Negli ultimi anni, sottolinea la delibera, le prestazioni ambulatoriali stanno assumendo un peso sempre più rilevante anche in ambito ospedaliero, sia per la ricerca di una sempre maggior appropriatezza, che per l’incremento di pazienti con patologie croniche. Si rende dunque necessaria una riorganizzazione complessiva delle modalità di erogazione delle cure ambulatoriali, che superi la frammentazione dei percorsi di diagnosi e di cura, assicurando modalità organizzative di presa in carico che garantiscano continuità nell’accesso alla rete dei servizi, integrazione e raccordo tra le diverse competenze professionali coinvolte.

Due agende distinte: primo contatto e follow up

L’agenda è lo strumento operativo attraverso cui viene programmata, resa disponibile e pubblicata l’offerta sanitaria ambulatoriale. La gestione operativa è affidata al sistema di prenotazione e alla funzione di accettazione, da prevedersi con modalità esclusivamente elettroniche. Niente più, quindi, le agende cartacee, ma agende elettroniche strutturate con un orizzonte temporale almeno annuale. In questo modo i percorsi di prenotazione saranno perfettamente trasparenti e rilevabili.

Una delle principali criticità individuate finora è la mancata separazione tra le richieste generate nell’ambito del primo contatto del cittadino col sistema sanitario e quelle originate a seguito della presa in carico del paziente, nel caso in cui il problema di salute sia conosciuto (per esempio, cronicità) e vi sia la necessità di seguirlo nel tempo (follow up) o per eventuali approfondimenti e controlli successivi al primo contatto.

Le agende dovranno essere distinte in due tipologie:

– agenda di primo contatto o primo accesso, per gestire le prestazioni prescritte prevalentemente dai medici di famiglia e dai pediatri

– agenda di presa in carico o secondo accesso, per gestire le prestazioni richieste dal medico specialista per quei cittadini che, già conosciuti dal sistema, hanno la necessità di essere seguiti nel tempo, con certezza di programmazione dei tempi di erogazione.

La prenotazione delle agende avverrà secondo il criterio di scorrimento temporale senza soluzione di continuità.

I sistemi di prenotazione

L’accesso alla specialistica e diagnostica ambulatoriale deve essere facilitato, inserendo nuove modalità da affiancare alla prenotazione su sportello tradizionale e su call-center, potenziando i canali di prenotazione per via telematica di tipo Cup-Web, anche attraverso applicazioni che consentono la prenotazione direttamente dal proprio smartphone, con totem assistito, ecc., da affiancare alla prenotazione effettuata direttamente al momento della prescrizione. L’obiettivo è quello di consentire l’effettuazione della prenotazione nella maniera più agile e facilmente fruibile da parte del cittadino.

A questo si aggiunge un sistema di help-desk attivo, che prenderà in carico le prenotazioni che non soddisfano il tempo d’attesa, che viene attivato in via sperimentale sulle classi di priorità U e B e, a seguire, esteso anche al codice D o per le prestazioni per le quali si manifestino criticità.

I tempi massimi di attesa per le prestazioni ambulatoriali

Le delibera stabilisce il tempo massimo di attesa, che dovrà essere garantito nel 95% dei casi per la classe di priorità D e nel 100% dei casi per le classi U e B:

– U (Urgente) da eseguire nel più breve tempo possibile, e comunque entro 72 ore;

– B (Breve), da eseguire entro 10 giorni;

– D (Differibile), da eseguire entro 30 giorni o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici.

Alle aziende sanitarie è inoltre indicata un’ulteriore modalità di intervento, l’accesso veloce senza tempo di attesa, in cui la prestazione viene erogata nel tempo della domanda stessa. Questa tipologia – attuata in alcune aziende per specialità come visite cardiologiche , ecografie, visite dermatologiche, senologiche,  neurologiche, otorinolaringoiatriche ed altre ancora – ha dimostrato di essere sostenibile dal lato dell’offerta e di non produrre un aumento della domanda, la quale tende invece a diminuire. 
E’ in ogni caso necessario garantire al cittadino, entro il tempo massimo di 15 giorni una delle seguenti sette visite specialistiche: cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinolaringoiatrica.

– P (Programmata).

In assenza dell’indicazione del codice di priorità, la ricetta sarà gestita con classe di priorità D.

Gestione degli ambiti specialistici a maggiore criticità

Il diritto del cittadino ad avere prestazioni ambulatoriali entro un tempo massimo prestabilito è parte integrante dei principi di accessibilità alle cure, di universalità ed equità del sistema e di parità di trattamento, e la garanzia del “tempo di attesa” deve essere assicurata all’interno del livello essenziale di assistenza.

Per questo alle aziende è data indicazione di quantificare per le visite specialistiche ambulatoriali e diagnostiche il numero di prestazioni che l’operatore singolo o in équipe è in grado di svolgere durante il normale orario di lavoro. Questo obiettivo dovrà essere raggiunto entro il prossimo 30 settembre. Qualora l’azienda non riesca a soddisfare il diritto del cittadino ad avere le prestazioni entro il tempo massimo stabilito dalla delibera, si ricorrerà all’attività aggiuntiva da concertare con i dipendenti del sistema sanitario regionale allo scopo di far rientrare le liste di attesa nei tempi prestabiliti.

Per particolari ambiti specialistici a maggiore criticità (per esempio l’oncologia), l’indicazione della delibera alle aziende è quella di attivare percorsi e progettualità che consentano di assicurare l’erogazione dell’attività ambulatoriale clinica o diagnostica in esclusivo regime istituzionale, anche mediante l’acquisizione dai professionisti in regime di intramoenia di prestazioni di particolare rilevanza clinico assistenziale, attivando (con modalità da definire a livello aziendale in base ai dati di attività) ore di attività aggiuntiva, coinvolgendo sia la dirigenza medica sia i medici specialisti ambulatoriali convenzionati.

Per determinare i valori di questa attività aggiuntiva, stabilire le tariffe e dare uniformità a tutte le aziende, è pronto un accordo che verrà firmato a bbreve con le organizzazioni sindacali.

Analisi e monitoraggio

Le aziende dovranno fare un’analisi dell’andamento nel tempo della domanda (stima delle nuove richieste di prestazioni per disciplina, stima delle prestazioni di primo accesso, controllo e follow up), che tenga conto della variabilità, in modo da poter di conseguenza effettuare una corretta pianificazione strategica.

Per il monitoraggio, dovrà essere costruito un sistema di rilevamento periodico, che consenta di mettere in evidenza il rispetto, o meno, dei tempi fissati, e attuare i correttivi necessari.

Le informazioni sul sistema complessivo dell’offerta e sulla sua accessibilità, sulle caratteristiche dei diversi regimi di erogazione delle prestazioni, e sul rispetto dei tempi massimi previsti dalla delibera dovranno essere rese disponibili ai cittadini, utilizzando quale strumento di trasparenza il sito web regionale.

I tempi di attuazione della delibera

Entro la fine di agosto le aziende dovranno prendere accordi con i professionisti per l’eventuale acquisizione di prestazioni aggiuntive.

Entro la fine di novembre le linee di indirizzo dovranno essere operative in tutte le aziende (per i tempi di attesa per gli interventi chirurgici, la delibera approvata nel maggio scorso fissava come termine per adeguarsi il 30 settembre).



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