
“Se oggi esiste una Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario lo si deve a noi e in parte anche a quell’inchiesta regionale sullo scandalo MPS che ho condotto personalmente” così Giacomo Giannarelli, presidente della Commissione d’inchiesta regionale sullo scandalo Monte dei Paschi di Siena e i rapporti con la Regione Toscana, a commento dell’iniziativa.
“Già nella relazione finale evidenziammo il tema dei crediti deteriorati e chiedemmo la pubblicazione dell’elenco di quei grandi prenditori che avevano fruito dei denari di MPS senza le dovute garanzie, spesso solo grazie ad appoggi politici più o meno noti, senza restiturli. Sapere che la Commissione d’inchiesta parlamentare ha acquisito l’elenco, secretandolo, è una sconfitta della politica. Anche perché una buona parte di quei nomi la rendemmo già nota noi tramite la Commissione regionale” prosegue il Cinque Stelle.
“Se i partiti hanno paura a tirare fuori i nomi ancora non usciti è perché, forse, renderebbero evidente come i soldi del Monte siano stati spartiti e bruciati in modo bipartisan, da gruppi legati a sinistra e a destra. Se sui primi abbiamo fatto chiarezza già noi, adesso bisognerebbe farla anche su quelli legati ai secondi. Il Monte è stato sicuramente spolpato da PD e quelli che oggi sono finiti in MdP ma non dimentichiamoci che a guidare l’Antonveneta targata MPS ci andò un uomo del centrodestra, legato a Denis Verdini”











