
“Ribadiamo con forza un concetto – sostiene il presidente della Polisportiva Mens Sana Antonio Saccone – I titoli sono stati conquistati regolarmente sul campo e non può esserci legame fra reati tributari e fiscali e vantaggio sul campo. Anzi l’esatto opposto: l’eventuale sottrazione di capitali, nel caso venisse dimostrata, avrebbe semmai portato un danno evidente alla squadra. Andremo avanti nella nostra battaglia: di fatto secondo la Fip nessuna delle parti ha competenza per difendere i titoli sportivi durante il dibattimento. Una tesi respinta proprio dal Collegio di Garanzia del Coni- Una profonda chiusura che ha negato alla Polisportiva il sacrosanto diritto di difendere un pezzo della propria storia, patrimonio della città di Siena e di tutto il mondo del basket”.
“Solo durante l’udienza di questa mattina – spiega l’avvocato Bruno Tassone del collegio difensivo della Polisportiva Mens Sana – è emerso che l’avviso di fissazione dell’udienza è stato separatamente comunicato anche alla curatela fallimentare, senza che le altre parti lo sapessero e potessero svolgere difese sul punto. Soprattutto, la Procura e il Tribunale della Fip hanno deciso di ignorare la decisione del Collegio di Garanzia del Coni dei mesi scorsi e di ritenere che i titoli sportivi appartengano al fallimento, in modo da poterli revocare. Tutto questo di fatto senza una difesa sul punto e aggirando le nostre difese. In goni caso siamo pronti a ricorrere alla Corte Federale d’Appello e poi eventualmente di nuovo al Collegio di garanzia del Coni”.











