
Il progetto di restauro, fortemente voluto dall’Arcivescovo Antonio Buoncristiani e dall’arciprete monsignor Giuseppe Acampa è nato dalla volontà di valorizzare la cattedrale quale luogo simbolo dell’identità storica dei cittadini di Colle riportandola al suo antico splendore.
L’intervento, diretto dagli architetti Annalisa Pisaneschi e Damiano Cerami, nasce dalla necessità di risanare le notevoli infiltrazioni di acqua piovana al suo interno che rischiavano seriamente di compromettere le decorazioni, i paramenti murari e gli affreschi presenti sia nell’aula liturgica che nella sagrestia.
Il progetto ha previsto esternamente la ripassatura dell’intera copertura e la posa dello strato di tenuta all’acqua (circa 2000 mq), il ripristino dell’intero sistema di smaltimento delle acque piovane della copertura, la pulizia delle facciate in pietra facciavista dalla vegetazione infestante, l’installazione di sistemi anticaduta, la realizzazione di sistemi di protezione antivolatile e, infine, il restauro delle vetrate artistiche compromesse e la loro protezione con nuovi infissi metallici esterni.

Di notevole interesse è il restauro degli affreschi della Sala del Capitolo risalenti alla fine del ‘800. La stanza è decorata con finti altari di colore neutro con all’interno rappresentazioni di figure e lateralmente agli altari sono rappresentati dei finti cornicioni con festoni sorretti da finte paraste con capitelli e basamenti.
Come riportato nelle lapidi poste sopra le porte di accesso alle cantorie si deve al Vescovo della Gherardesca la donazione, nel 1628, di un organo di legno che rimase in uso fino al 1786, quando venne smantellato e alcune canne furono riutilizzate per completare il pedale dell’organo in “cornu Evangelii”.

La complessità della logistica di cantiere per il particolare contesto storico in cui è immersa la cattedrale e soprattutto la necessità di non chiudere la chiesa ai fedeli durante tutta la durata dei lavori non ha impedito di rispettare le tempistiche ed il cronoprogramma grazie a un grande lavoro di squadra fra progettisti, imprese e l’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, con la vigilanza della Soprintendenza.










