
Lo spettacolo inserito nel cartellone estivo del Comune di Sovicille, realizzato con Fondazione Toscana Spettacolo onlus e sostenuto da Banca CRAS, propone infatti un connubio riuscitissimo tra musica dal vivo e danza.
Il lavoro che Motus porta in scena alle 21,30, inizialmente programmato al Castello di Montarrenti e successivamente trasferito per motivi tecnici al Museo Etnografico del Bosco di Orgia, affronta il tema delle discriminazioni di ogni genere, da quelle di razza a quelle di sesso, da quelle di religione a quelle di opinione politica. Con lo stile che contraddistingue la ricerca artistica della Compagnia, Motus si ispira a Nidaa Badwan, fotografa e artista palestinese, che il 19 novembre del 2013 si chiuse nella sua camera, e ci rimase quattordici mesi per protestare contro i miliziani di Hamas che non riconoscevano il suo diritto ad essere donna e artista. Così in scena saranno presenti alcuni forti richiami alle opere della Badwan ma anche le rappresentazioni delle paure e dei pregiudizi che da sempre accompagnano le discriminazioni. Interpretate da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Ilaria Fratantuono, Simona Gori e Mattia Solano, le coreografie di Simona Cieri utilizzano le splendide composizioni di Andrea Rellini per scavare nel profondo e portare a nudo le contraddizioni di un mondo che si avvolge su sé stesso, innalzando muri, reali o virtuali, a difesa di interessi particolari, senza rendersi conto che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro e trasformare i discriminatori in discriminati. Lo spettacolo, dunque, è un monito per coloro che, in nome di una presunta verità, si ergono a giudici di tutto quanto non rientri nei canoni stabiliti, e, allo stesso tempo, è un’esortazione, come cita il libretto di sala, “a non rimanere sempre più soli”.
“Dis-Crimine” rientra nel progetto produttivo triennale della Compagnia Motus sostenuto dalla Regione Toscana e nel progetto di Residenza Artistica presso il Comune di Sovicille.











