
“Le elezioni amministrative – prosegue Dallai – ci consegnano un elettorato fortemente mobile, nel quale la fedeltà a partiti, coalizioni o movimenti, conta ben poco. Ciascuno dei mille comuni al voto presenta dinamiche diverse, ma in tutte le grandi città il Movimento 5 Stelle è rimasto escluso dai ballottaggi, compresa la Genova ‘di Beppe Grillo’; o Parma, dove il candidato grillino è sotto il 5 per cento. Non saranno dunque i ballottaggi a ricostruire l’immagine di un movimento vincente come è avvenuto nel 2016, con la conquista di Roma e Torino, e forse dovremmo riflettere bene sulla convinzione che abbiamo avuto finora, sostenuta da fior di sondaggisti e analisti, che in una eventuale ‘sfida nazionale’ a due, tra Pd e M5S, la vittoria di quest’ultimo sarebbe stata pressoché certa. E’ una discussione che merita più di un approfondimento, ora che ci troviamo al punto zero della discussione sulla legge elettorale in Parlamento e che il Pd sta iniziando a costruire una coalizione di governo per presentarci alle elezioni del 2018 un po’ meno soli. Meno soli perché, con tutta la nostra forza e la nostra capacità di mobilitazione, siamo lontani dall’esprimere candidati capaci di raccogliere la maggioranza assoluta, anche in molti comuni della nostra regione. Dunque ogni energia presente nel frammentato universo che è oggi il centrosinistra, deve essere considerata utile per costruire una proposta di governo per il Paese e per le nostre città”.











