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SIENA

Siena, presentato il calendario dei Carabinieri 2017 – FOTOGALLERY

9 Novembre 20167 Mins Read
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Calendario_2017_00_Copertina_Singola_DX“Trovo il Calendario Storico di quest’anno particolarmente coinvolgente: l’Arma si racconta attraverso i propri elementi distintivi, ognuno dei quali assurge a valenza simbolica, reinterpretandoli negli stili grafici che si sono succeduti nel tempo, a partire dalla data della sua fondazione, simboli che parlano dei Carabinieri, Carabinieri che costituiscono un simbolo. Un’idea brillante anche perché l’Arma, così come l’arte grafica, costituisce una presenza costante, discreta ma incisiva ed efficace nella quotidianità del nostro mondo. Sfogliandone le pagine, sono riemerse antiche emozioni che mi legano all’Arma, risalenti a quando, ancora fanciullo di otto anni, a passeggio con mia madre a Trieste in quella che oggi è Piazza dell’Unità, per la prima volta, vidi due Carabinieri. Mi vennero incontro sorridenti, mi regalarono una semplice carezza. Non conoscevano i passi che avrei mosso nel mondo ma io inconsciamente colsi quello che avrebbero rappresentato nella mia vita: figure dall’immenso calore umano, protettive e rassicuranti….mai temute! Divenuto più grande, compresi che, in quel momento, avevo riconosciuto nella stupenda uniforme dei Carabinieri il segno del patriottismo italiano, dopo la liberazione di Trieste dall’Impero austro-ungarico. Qualche anno dopo, in un parco di Firenze, ancora loro che procedono verso me. Questa volta per salvarmi da un’aggressione di alcuni malviventi. Questa la loro essenza: ci sono quando uno ne ha bisogno. Indimenticabili i ricordi del sacrificio di tanti Carabinieri caduti in Italia e all’estero in missioni di pace, devoti al loro servizio nell’Arma: restano sempre nel cuore con l’immagine di eroici angeli custodi dell’umanità. Li ho sempre rivisti nei momenti salienti della vita della Nazione, presenze silenziose ma con un preciso significato che, peraltro, proprio come un manifesto pubblicitario, con grande semplicità e concretezza, si rivolgono e hanno cura di tutti, nessuno escluso.”
Gillo Dorfles

Calendario_2017_02“Il Calendario di quest’anno vuole ricordare le mutazioni delle abitudini e dei gusti che hanno sostenuto i due secoli di Storia vissuti dall’Arma dei Carabinieri. Le illustrazioni che accompagnano i vari mesi dell’anno ne costituiscono una piccola guida. Contribuiscono a risvegliare la memoria d’un passato di impegno e di coraggio, di generosità e di dedizione, che contribuì alla formazione dell’identità attuale della Nazione e perdura rinvigorito nell’Italia d’oggi. Nacque allora nella società ottocentesca il concetto di “avanguardia” nella vita come nelle arti. Questo concetto tuttora è guida delle scelte più impegnative del mondo evoluto”.
Philippe Louis Daverio

Calendario_2017_06Prefazione

“I simboli sono rappresentazioni estetiche dell’essenza; essi colgono in profondità meglio il cuore delle cose. E’ dunque ai propri simboli che l’Arma dedica l’edizione 2017 del Calendario Storico, presentandoli attraverso i diversi stili con i quali l’arte grafica si è manifestata nel tempo, a partire dal 1814, anno di nostra Fondazione. La grafica, la più diffusa e comune delle espressioni visive, fatta di linee e colori definiti e chiari quanto attenti ai cambiamenti della società, è parsa strumento artistico idoneo a rappresentare il modo di essere Carabiniere, cittadino e soldato della legge, vocato alla prossimità e al servizio di ciascuno e di tutti, sempre interprete del suo tempo, con il cuore e la mente al futuro. I due Carabinieri in copertina, inseriti nell’aura rossoblu dell’Arma, l’uno con l’uniforme bisecolare e l’altro con quella attuale, ambedue espressione di presenza attiva, vicina e amica, garanzia di sicurezza e tangibile segno di fedeltà, vegliano alla tutela della nostra gente e dei nostri agglomerati urbani. Nel classico carattere “Bodoni” di inizio ‘800, è l’abbreviazione “CC” della parola “Carabinieri” che, sul suggerimento del grafico Armando Milani, apre il percorso artistico: l’una racchiude al suo interno il contributo dell’ultracentenario, raffinato intellettuale e artista, Gillo Dorfles, che ringrazio per l’affettuosa vicinanza e la profondità del pensiero, e il giudizio critico, dotto, arguto e avvincente, di Philippe Daverio, anche quest’anno prestigioso collaboratore del nostro progetto culturale e artistico insieme alla bravissima Silvia Di Paolo; l’altra contiene la mia presentazione. Quindi la sequenza delle tavole mensili, tutte sviluppate con lo stesso criterio: a destra la tavola che riprende il simbolo dell’Arma prescelto e, a sinistra, nella stessa grafica, la pagina correlata contenente notizie storiche sul simbolo e sul segno d’arte che lo raffigura. La tavola di Gennaio non poteva che essere dedicata alla Carabina, dalla quale l’Arma prende il nome, realizzata in una grafica ottocentesca; fa da scenario la città di Torino dove i Carabinieri sono nati con le Regie Patenti del 13 luglio 1814. In quella di Febbraio, nello stile Vittoriano, per noi Umbertino, tipico della seconda metà dell’800, campeggia, altero e maestoso, l’Elmo dei Corazzieri con, sullo sfondo, la Firenze capitale d’Italia che, nel 1868, li tenne a battesimo. A Marzo è l’Art Nouveau, raffinata espressione artistica e culturale di fine ‘800, a rievocare, con le sue forme sinuose ed eleganti, la Daga del Carabiniere. Per Aprile, il tratto sobrio e raffinato del Wiener Werkstätte, in voga ai primi del ‘900 in una Vienna cuore pulsante della cultura europea, esalta l’Alamaro dei nostri colletti. Il Futurismo, pressoché coevo e più italiano, fa da cornice, nel mese di Maggio, alla Bandoliera e alla inscindibile Giberna, segni inconfondibili del Carabiniere in servizio. La Banda Rossa dei pantaloni, ulteriore arcinoto e antichissimo nostro segno, viene proposta nel mese di Giugno nello stile Bauhaus degli anni ’20 del secolo scorso, in uno scenario originalissimo ed evocativo. Nella doppia pagina centrale la Fiamma, con un segno grafico contemporaneo, è proposta in una elaborazione geometrica nitidissima, cristallina come l’Arma; essa filtra la luce chiara e intensa della passione e della dedizione del Carabiniere, trasformandola nei colori della Bandiera, a testimonianza del quotidiano e generoso impegno per l’Italia e gli Italiani. La narrazione prosegue nei mesi di Luglio e Agosto con due elementi uniformologici: il Pennacchio rosso-blu della Grande Uniforme Speciale, a simboleggiare con i suoi colori il coraggio e la fedeltà, e il Mantello, foderato di saglia rossa; immagini dell’Arma tra passato, presente e futuro. A rappresentarli, rispettivamente, gli stili Art Déco e Razionalista, espressioni della grafica degli anni ‘30 e ’40 del ‘900. Le rotonde forme dell’Optical Art degli anni ‘60 disegnano, per Settembre, la Lucerna, emblematico copricapo del Carabiniere dalle origini. La tavola in stile Hippie degli anni ’70 del mese di Ottobre è dedicata al Basco: le sue diverse colorazioni richiamano i reparti che lo indossano, dal blu tradizionale, al rosso dei Cacciatori, all’amaranto dei Paracadutisti, al nero della Linea Mobile, al celeste dei Carabinieri delle missioni ONU e al verde di quelli Forestali. La Saetta e il numero di emergenza 112, espressioni visive del nostro Pronto Intervento, vengono illustrati nell’inconfondibile stile Pop degli anni ’80 nella tavola di Novembre; sono segni di efficienza che, rapidi e incisivi, si dirigono verso l’abitato per garantirne la sicurezza. La grafica contemporanea del mese di Dicembre propone il polso di un Carabiniere il cui orologio ci rivela cos’è l’Arma: l’insieme armonico, di tutti i suoi Carabinieri – richiamati dai gradi in cerchio della pagina a fianco – che animano, compatti, le sue componenti, evidenziate cronologicamente dai Simboli che le contraddistinguono, dall’ultrabicentenaria Territoriale, alla nuova Forestale. Esse, come perfetti ingranaggi di un organismo performante e vibrante, con la loro efficacia, autonoma e sinergica, rendono l’Arma così attenta, efficiente e utile e le consentono di guardare al futuro con ben riposta fiducia. Nella tavola finale, sublimata dalla pagina a fianco che rende il tradizionale, doveroso omaggio alle decorazioni concesse alla nostra Bandiera e ai nostri Eroi, si ribadisce, con una tecnica affatto moderna e avveniristica, l’imprescindibile valenza dell’elemento umano che, per il Carabiniere, viene prima di ogni altro, professionale e tecnico. In carattere “Helvetica”, il più diffuso al mondo, le parole Etica alla base e, quindi, Onore, Integrità, Rispetto, Competenza, Impegno, Efficienza, Coesione, Serenità, Tradizione, Fedeltà e, infine, Fede, attraverso gli elementi orizzontali delle “E” che li accomunano, costituiscono i pioli di quella scala di virtù e qualità, ideata ancora da Milani, che conducono alla Fiamma dell’inconfondibile Berretto rigido nero, che le racchiude tutte: faro che illumina lo sguardo, l’orizzonte, il pensiero e l’azione, come dev’essere fuoco che scalda il cuore, del Carabiniere. Traspare il volto, assorto, impegnato e sereno, dello stesso giovane commilitone che in copertina, si affianca a quello più anziano, ispirato dagli stessi valori.”
Generale C.A. Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

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Foto di Alessia Bruchi
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