Il Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta pubblica dalle 15.30 di ieri, giovedì 14 aprile, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.
Questo l’elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:
11) FESTE CATERINIANE 2016 SOLO AL SANTUARIO SENZA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL CAMPO
Pinassi e Piccini hanno presentato un’interrogazione urgente per conoscere le motivazioni della defezione dei militari alle tradizionali celebrazioni in onore della Santa senese
Apprendendo dalla stampa che quest’anno le celebrazioni cateriniane a Siena non offriranno la tradizionale parata delle forze armate, Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) e Alessandro Piccini (Nero su Bianco) hanno presentato nella seduta consiliare di ieri, 14 aprile, due interrogazioni urgenti sull’argomento, poi accorpate nella discussione.
Entrambi i documenti hanno sottolineato la rilevanza di questo tradizionale appuntamento in onore di Santa Caterina, al quale generalmente partecipano anche le Contrade e le Forze Armate. “Un momento sentito da tutti i senesi e dai credenti tutti” ha detto Pinassi; “Una figura importante non solo a Siena – ha aggiunto Piccini – ma anche fuori dai confini nazionali, in quanto compatrona d’Italia e d’Europa”.
Pinassi ha quindi chiesto al sindaco “con quali modalità si svolgerà l’appuntamento in agenda per domenica 24 aprile e se è effettivamente previsto un programma diverso rispetto agli scorsi anni”, mentre Piccini ha domandato “quando sia stato avvertito il Comune della defezione e se questa riguarderà anche gli anni futuri e che cosa intenda fare il sindaco in funzione di questa decisione”.
Il sindaco Bruno Valentini ha informato che il Comune, in quanto soggetto componente del comitato organizzatore delle celebrazioni, è venuto a conoscenza di questa decisione di natura autonoma e unilaterale da parte della Diocesi.
“Già l’anno scorso dalla Diocesi erano venuti dubbi sulle modalità organizzative ma non sull’importanza dell’evento – ha specificato il sindaco – e le cause sono riconducibili a due ordini di motivi. Il primo è che la presenza di pubblico alle celebrazioni è progressivamente venuta meno nel tempo e appare, quindi, poco consona la scarsa presenza di cittadini nel contesto di Piazza del Campo. Per questo, hanno ritenuto più opportuno concentrare i festeggiamenti nella e intorno alla casa natale di Santa Caterina, in Fontebranda, compresa la presenza di militari schierati”.
“Anche la presenza dell’Esercito, col tempo, è andata rarefacendosi – ha proseguito il sindaco – e dispiegando in piazza un numero decrescente di militari, anche in conseguenza del passaggio dal servizio di leva all’esercito di professionisti. Ciò significherà che una parte della manifestazione che si svolgeva in Piazza del Campo si sposterà e verrà integrata in quella incentrata sul santuario di Santa Caterina e sul Portico dei Comuni, compresa la processione fino a San Domenico con il ritorno delle reliquie”.
Rispetto al programma di quest’anno, Valentini ha informato che è prevista la presenza di un rappresentante del Governo e che le bandiere delle Contrade saranno esposte, come di prassi, nel Portico dei Comuni d’Italia. “Per il futuro, il Comune è disponibile anche a riconsiderare il ripristino della manifestazione tradizionale ” ha aggiunto il sindaco prima di concludere con un invito rivolto a tutti i consiglieri “di essere presenti per dimostrare attenzione e sensibilità al tema, altrimenti diventa paradossale lamentare una scarsa partecipazione se poi si è i primi ad essere assenti”.
Pinassi ha risposto che “è difficile incentivare la partecipazione di pubblico se gli spazi prescelti per le celebrazioni sono ridotti e non sufficientemente ampi”.
Piccini ha rilevato come sia comunque utile che “l’assise comunale venga messa a conoscenza di queste situazioni e possa riflettere anche sulla presenza dei senesi a certi appuntamenti. Che l’Amministrazione faccia il possibile per stimolare la partecipazione dei cittadini e la sensibilità nei confronti di una figura che rischia di essere apprezzata più fuori che a Siena”.
10) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALCUNE MODIFICHE AL REGOLAMENTO DEI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA
L’assemblea consiliare ha approvato alcune modifiche al regolamento dei servizi educativi per l’infanzia.
L’assessore all’Istruzione Tiziana Tarquini, illustrando all’aula la delibera, ha precisato come “il regolamento sia stato modificato dopo una sperimentazione di due anni e un percorso condiviso con il Tavolo Tecnico formato da personale educativo e ausiliario dei servizi all’infanzia, uffici comunali, servizio pedagogico e assessorato. Modifiche necessarie per offrire un servizio più rispondente alla valorizzazione dei servizi all’infanzia e alle esigenze dell’utenza. Il metodo utilizzato è quello della massima condivisione con il personale educativo ed ausiliario la cui esperienza professionale è fondamentale per la gestione dei servizi. Le modifiche effettuate dimostrano ancora una volta la centralità dei servizi all’infanzia per questa Amministrazione Comunale”.
Tra le novità, nuovi criteri per la gestione dei bandi per le domande d’ammissione alle scuole dell’infanzia e ai nidi, diverse modalità di informazione e pubblicazione sul sito istituzionale oltre all’ambientamento dei bambini di nuova iscrizione secondo le indicazioni previste dal “Progetto Accoglienza” che prevede, tra l’altro, un orario breve nei primi cinque giorni di apertura, al fine di favorire un’ammissione e un adattamento graduale anche dei più piccoli nelle strutture educative.
9) BANCA E FONDAZIONE MPS DI NUOVO NEL DIBATTITO CONSILIARE
Il sindaco Valentini risponde all’interrogazione a firma di Siena Cambia e Gruppo misto
Banca e Fondazione MPS ancora nel dibattito consiliare. Richiamando le ipotesi di aggregazione o acquisizione che potrebbero interessare Rocca Salimbeni, Lorenzo Di Renzone (Siena Cambia) ha presentato nella seduta consiliare di ieri un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Pasqualino Cappelli e Fabio Zacchei e da Pasquale D’Onofrio (Gruppo misto).
“Nei confronti di varie aziende di rilievo territoriale e nazionale – ha sottolineato Di Renzone – sono state attuate azioni di salvaguardia e tutela da parte delle amministrazioni regionali e del Governo. Lo stesso dovrebbe valere per Banca MPS, che rappresenta la più importante realtà imprenditoriale toscana e uno dei principali istituti di credito a livello nazionale”. Di Renzone ha sostenuto “che il sistema bancario deve affrontare un quadro normativo in continua evoluzione, in particolare sui requisiti patrimoniali e sulla valutazione dei bilanci bancari da parte delle autorità di vigilanza, che rende ancora più difficoltose le operazioni finanziarie e i percorsi di risanamento avviati”.
Il consigliere ha quindi chiesto al sindaco “se siano stati coinvolti il Governo e le istituzioni toscane per avviare un confronto sul tema e individuare risposte per le esigenze nazionali e territoriali; se sia stato fornito un indirizzo ai vertici di Palazzo Sansedoni affinché si inviti l’azienda bancaria a utilizzare gli strumenti definiti dal Governo con la Commissione europea al fine dello smaltimento del credito deteriorato e per consolidare, quindi, l’autonomia di Banca MPS; se, attraverso il Governo e la Banca d’Italia, sia possibile intercedere presso le autorità europee per promuovere una rivisitazione dei tempi di applicazione del bail-in e, più in generale, un’adeguata gradualità nei cambi di regime concernenti l’attività bancaria, allo scopo di consentire ai risparmiatori di acquisire piena consapevolezza delle regole esistenti e alle banche di proseguire i percorsi di risanamento avviati in un contesto di certezza e omogeneità del diritto. Infine, se ritenga opportuno stimolare un percorso partecipativo sul tema rivolto alle forze politiche e sociali della città per condividere un’azione comune nell’interesse della comunità senese”.
“Domande attuali”, ha risposto il sindaco Bruno Valentini, “perché i problemi evidenziati non sono stati ancora risolti. La banca MPS, insieme a gran parte del sistema bancario, vive ancora una situazione di difficoltà ed i relativi corsi borsistici sono irrealistici rispetto ai valori veri della maggior parte delle banche quotate in Borsa. Il Monte dei Paschi ha, infatti, mezzi propri per un multiplo superiore a sei, sette volte la quotazione di Borsa, a dimostrazione che siamo davanti agli effetti di una lunga azione speculativa favorita anche, da una campagna mediatica che non rende ragione agli sforzi straordinari di risanamento fatti dalla Banca”. ” Il risanamento che ha visto tornare la Banca all’utile, con una dolorosa opera di ristrutturazione, le ha permesso, seppur “dimagrita” di tornare efficiente e redditiva, mentre i Governi passati hanno mancato di cogliere a suo tempo una finestra nella normativa europea, sfruttata in altri Paesi, lasciando il sistema creditizio nazionale ad affrontare una crisi epocale con mezzi inadeguati. I due aumenti di capitale per complessivi 8 miliardi di euro sono serviti a restituire il prestito fatto dal Governo ed a compensare le perdite sui crediti registrate negli ultimi esercizi. Adesso qualche misura di sostegno finalizzata alla stabilità del sistema bancario è stata adottata dal Governo e, proprio in questi giorni, anche da parte di iniziativa privata. Ma non sono ancora sufficienti. Banca MPS ha bisogno di tempo e di serenità. Ed anche di una stampa non ostile pregiudizialmente perché, anche se è vero che il Monte dei Paschi è stato protagonista di una pagina nera dell’economia e della politica nazionale, oggi la Banca è diversa. Non c’è più controllo o ingerenza né della politica né delle istituzioni. I soci hanno messo denaro perché hanno aspettative di remunerazione e di valore aggiunto legato al futuro. Se l’economia riprenderà, e verrà dato tempo per far dispiegare gli effetti della ristrutturazione, il Monte dei Paschi sarà in grado di risollevarsi anche da solo, anche se le indicazioni da parte dell’Europa delineano aggregazioni che ancora non si sono materializzate, che la banca sta cercando di mettere in atto, senza però aver ancora trovato partner credibili o disponibili. La Fondazione, come leggo dall’intervento fatto proprio stamani dal presidente Clarich in assemblea, ha confermato di sostenere il riposizionamento della Banca che, fra poco, vedrà un aumento della presenza dello Stato, dal 4 al 7%”. “Come Comune – ha concluso – continueremo ad attivarci affinché le autorità politiche e monetarie considerino fortemente la necessità di aiutare Banca Monte dei Paschi a trovare una propria stabilità legata anche al comportamento degli azionisti. Credo che se la ripresa economica si consoliderà e terminerà la campagna di aggressione mediatica, la Banca potrà guardare positivamente al futuro. Siamo interessati a valutare se a Siena ed in Toscana sono presenti forze disposte a collaborare con noi per avere una “voce” sola verso la Regione e soprattutto verso il Governo. E’ la mia speranza, ma in Commissione di nchiesta regionale ho visto forze politiche più interessate a campagne di posizionamento che a costituire questo fronte di azione che l’interrogazione auspica e che io condivido”.
Di Renzone, nel dichiararsi soddisfatto per la risposta del sindaco ha “auspicato che lo sforzo dell’Amministrazione porti a una tutela del territorio e del suo patrimonio economico e culturale. Ci riserveremo di leggere l’intervento di Clarich, fatto nell’assemblea degli azionisti, sperando che riesca a difendere, tutelare e salvaguardare il pur residuo patrimonio rimasto, e che mantenga il vincolo di fiducia che gli ha espresso il territorio. Spero che sia anche la Fondazione ad aprire un dibattito pubblico, riappropriandosi del ruolo di garante nei confronti della città, e trovare condivisione da parte di tutti gli interlocutori”.
8) LA VIABILITÀ DI VIA FIORENTINA NEL DIBATTITO CONSILIARE
L’assessore Stefano Maggi ha risposto all’interrogazione di Ivano Da Frassini
La proposta di realizzare una rotonda all’intersezione di via Fiorentina con viale Sclavo ha costituito l’oggetto dell’interrogazione presentata nella seduta consiliare da Ivano Da Frassini (PD) e sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Stefania Bufalini, Gianni Porcellotti e Federico Nesi.
“La zona è soggetta a intensi volumi di transito perché costituisce una delle principali vie di accesso alla città – ha detto Da Frassini – e in considerazione delle numerose attività economiche e produttive che vi sono presenti. La richiesta è di valutare la collocazione di una rotonda in via Fiorentina, all’altezza dell’attuale impianto semaforico all’intersezione con viale Sclavo, che possa consentire una maggiore fluidità, in tutte le direzioni, del traffico veicolare”.
L’assessore al Traffico, Stefano Maggi, ha informato che l’intervento era già previsto nel piano strutturale dal 2007 e nel Regolamento Urbanistico approvato nel 2011, e fa parte del “Piano complesso di intervento della ex Novartis”.
Il progetto preliminare approvato dalla giunta comunale nel 2011 riguardava, in particolare, la realizzazione di due rotatorie: una nell’area indicata nell’interrogazione e l’altra all’incrocio in località “Terrazze”, con costi stimati, rispettivamente, di 665mila e 235mila euro. Lo stesso progetto prevedeva, inoltre, l’adeguamento della sede stradale di via Fiorentina con la realizzazione di una banchina divisoria tra le due rotatorie (200mila euro) e di un parcheggio con una capienza per circa 15 posti auto nell’area delle “Terrazze” (110mila euro).
“L’intervento – ha specificato Maggi – era previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche 2012/14 e poi è stato spostato nell’elenco degli interventi non finanziati ma che rientrano comunque nelle finalità programmatiche dell’Amministrazione comunale. In altri termini, è rimasto negli strumenti di programmazione ma la sua realizzazione è impensabile senza individuare forme di cofinanziamento esterne. La zona beneficerà comunque di altri interventi di riqualificazione, come ad esempio quelli di miglioramento della pedonalizzazione”.
Da Frassini ha ringraziato l’assessore “per la risposta franca e chiara, dalla quale si capisce bene che le spese per l’intervento auspicato sarebbero davvero rilevanti” e ha invitato l’Amministrazione a valutare “altre soluzioni, anche di natura provvisoria e in attesa di un maggiore sfruttamento dell’arteria di strada Fiume, che possano rendere più fluido il transito veicolare nell’area”.
7) UTILIZZO DEL GLIPHOSATE: NON ACCOLTA LA MOZIONE DI MICHELE PINASSI
Dopo l’interrogazione nel Consiglio del 25 febbraio 2014, Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) con una mozione è tornato sul tema dell’utilizzo di diserbanti a base di gliphosate.
Il consigliere ha rimarcato come “tale erbicida, la cui presenza è particolarmente elevata nelle acque superficiali e può provocare effetti negativi a lungo termine, sia impiegato su colture arboree ed erbacee e anche su aree non destinate all’attività agricola” e ha citato la delibera n° 821/2015 della Regione Toscana che sancisce il divieto di utilizzo del gliphosate nelle aree extra-agricole.
Pinassi intendeva impegnare l’Amministrazione ad “attuare tutte le iniziative che ritiene opportune per limitare l’utilizzo di diserbanti fitosanitari nel territorio comunale e potenziare la relativa attività di controllo con riferimento all’obbligo di installare apposita cartellonistica di avviso” ; inoltre, con un emendamento al documento originario, di “vietare la vendita di tali prodotti a chi sia sprovvisto del patentino richiesto per svolgere attività agricole a qualsiasi titolo”.
La maggioranza non ha accolto il documento, come ha sostenuto Gianni Guazzi, presidente della Commissione Servizi sanitari e sociali nella quale è stato approfondito l’argomento anche con il coinvolgimento di esperti del settore, “con le stesse motivazioni con le quali abbiamo respinto la precedente mozione sugli ogm. Anche in questo caso, i principi sono ampiamente condivisibili e l’attenzione di Pinassi su certi temi merita un riconoscimento positivo. Riteniamo, comunque, che ciò che viene richiesto di applicare sia già sufficientemente normato dalla legislazione nazionale e dalla delibera regionale citata, che è un esempio virtuoso rispetto ad altre impianti normativi”.
6) RESPINTA LA MOZIONE DI MICHELE PINASSI SUGLI OGM
Non è stata accolta dall’aula la mozione presentata da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) e sottoscritta anche dal collega di gruppo Mauro Aurigi, inerente il tema degli organismi geneticamente modificati (Ogm).
Il documento intendeva impegnare il sindaco a “emettere un’ordinanza che ne vieti la coltivazione nel territorio comunale; introdurre nei servizi di ristorazione collettiva gestiti dal Comune un sistema informativo indicante la loro eventuale presenza negli alimenti somministrati; infine, nei bandi di gara per appalti pubblici, aggiungere il titolo preferenziale verso i prodotti che non li contengono”.
La maggioranza ha respinto la mozione perché, come ha spiegato Gianni Guazzi (PD), presidente della Commissione Servizi sanitari e sociali nella quale è stato approfondito l’argomento anche con il coinvolgimento di esperti del settore, “pur essendo condivisibile nei principi, propone di fatto di intervenire su degli elementi che sono già opportunamente disciplinati e regolamentati dalla normativa regionale toscana, la quale è decisamente all’avanguardia ed esempio virtuoso sullo scenario nazionale ai fini della tutela della salute dei consumatori”.
5) IL SINDACO VALENTINI HA RISPOSTO ALL’INTERROGAZIONE DI GIORDANO SUL REPERIMENTO DI 2 MILIONI DI EURO PER IL SANTA MARIA DELLA SCALA
Durante la seduta il consigliere Giuseppe Giordano (Siena Rinasce) ha presentato un’interrogazione con richiesta di informazioni relative “al recupero di risorse tra le pieghe di vecchi bilanci, come comunicato dal sindaco Bruno Valentini durante la seduta della Commissione Cultura e Scuola dello scorso febbraio, che negli ultimi 15 anni, pur essendo destinate a una pluralità di interventi sul Santa Maria della Scala, non sono state spese integralmente”. In particolare, Giordano ha richiesto il dettaglio dei residui attivi con la specifica dei singoli importi, delle opere e dell’anno di riferimento.
“Nel bilancio di previsione 2016/18 approvato lo scorso 31 marzo – ha risposto il sindaco Bruno Valentini – sono stati iscritti due interventi che riguarderanno il complesso museale per un totale di 2.100.000 euro, finanziati con avanzo di amministrazione vincolato e derivanti da risorse già a suo tempo destinate al Santa Maria: un milione e 300mila euro per lavori, nel 2016, di adeguamento antincendio a Palazzo Squarcialupi, e 800mila nel 2017 per il completamento di altri interventi sulla sicurezza del complesso museale”.
Della revisione analitica a monte di tale lavoro si darà conto nell’imminente rendiconto della gestione 2015.
“Tali importi – ha specificato il sindaco – derivano da somme stanziate negli anni passati per il recupero del Santa Maria della Scala che sono “residuate”, ovvero non interamente utilizzate”. Nello specifico: 769.744,93 euro di avanzo derivanti dalla prima emissione obbligazionaria comunale (BOC) eseguita nel 1998 per 20 miliardi di lire e avente per oggetto la realizzazione del primo lotto funzionale del complesso museale, comprendente il museo della storia dell’arte senese, il bar caffetteria, ristoranti in via Fosso di Sant’Ansano, negozi e strade interne, impianti e centrali tecnologiche concernenti il primo lotto funzionale e laboratori di restauro. Ulteriori 423.562,60 euro derivanti da un contributo di Fondazione MPS, assegnato nel 1997, per un totale di 2,9 miliardi di lire e avente per oggetto demolizioni di strutture e realizzazioni di centrali tecnologiche; 143.255,35 euro dalla seconda emissione obbligazionaria comunale (BOC) eseguita nel 2001 per 20 miliardi di lire e riguardante la realizzazione del secondo stralcio funzionale del Santa Maria, comprendente il recupero e riuso del quarto livello di Palazzo Squarcialupi, la demolizione delle ex cucine e il restauro della strada interna; 69.856,45 euro da un contributo della Regione Toscana assegnato nel 2003 per un importo di 4 milioni e mezzo di euro e relativo, tra l’altro, al restauro dei locali destinati a ospitare la biblioteca Briganti; 193.578,41 da un altro contributo di Fondazione MPS assegnato nel 2000 per un totale di 2,3 miliardi di lire e avente a oggetto sempre il recupero e riuso dei locali destinati a ospitare la biblioteca Briganti; infine, 608.235,04 euro dalla terza emissione obbligazionaria comunale (BOC) eseguita nel 2004 per due milioni e mezzo di euro per la realizzazione del terzo stralcio funzionale comprendente il recupero e restauro dei locali posti al quarto livello (corsie di S. Galgano e S. Ansano), l’impermeabilizzazione di alcune coperture, la fornitura e posa in opera di arredi nei locali posti al quarto, quinto e sesto livello di Palazzo Squarcialupi e il restauro del vano scala H.
Giordano ha espresso la “necessità di acquisire e approfondire i dati illustrati dal sindaco sulle voci di spesa indicate. Sarebbe comunque interessante effettuare una verifica generale su tutti i finanziamenti erogati al Comune da Fondazione MPS per constatare se abbiano avuto pieno utilizzo e individuare ulteriori economie di gestione che possano essere recuperate e destinate alle stesse finalità del finanziamento”.
4) IL NUOVO TESTO DEL REGOLAMENTO PER L’USO DELLA PIAZZA DEL CAMPO SARA’ PORTATO IN CONSIGLIO COMUNALE ENTRO IL 15 GIUGNO
Richiamando la delibera di Consiglio comunale n° 205 del 15 settembre 2015 con la quale è stato concesso, in deroga all’apposito regolamento, l’uso di Piazza del Campo per i festeggiamenti per la vittoria del Palio del 2 luglio della Contrada della Torre, Pasqualino Cappelli (Siena Cambia), ha presentato nella seduta odierna un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Fabio Zacchei e Lorenzo Di Renzone, e da Pasquale D’Onofrio (Gruppo misto).
“Nel corso di quella discussione consiliare – ha detto Cappelli – all’Amministrazione era stato richiesto l’impegno di promuovere, di concerto con il Magistrato delle Contrade, una revisione del regolamento sulla concessione della Piazza approvato nel 1987 e successivamente minimamente rivisto nel 1990: in particolare dell’articolo 3, allo scopo di verificarne l’attualità e la coerenza con le esigenze delle Contrade nel più ampio contesto della disciplina dell’uso della Piazza”.
Affermando come “non risultino ancora formalizzate alcune determinazioni nel merito”, Cappelli ha chiesto “se si intenda avviare la procedura di riesame del citato regolamento nella parte che disciplina l’utilizzo della Piazza da parte delle Contrade in tempi rapidi, e possibilmente utili per la prossima stagione paliesca”.
“Il nuovo testo – ha risposto il sindaco Bruno Valentini – sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio entro il prossimo 15 giugno”. Come ha, infatti, informato il primo cittadino, alcune settimane fa, durante un incontro con gli assessori competenti, i responsabili dei settori e il segretario generale, sono stati impartiti gli indirizzi da seguire per la stesura del nuovo Regolamento.
L’attuale era stato approvato nel 1987 e modificato in minima parte nel 1990. Suddiviso in sei distinte sezioni di cui la prima e la seconda disciplinano, rispettivamente, i criteri per l’uso della Piazza e la concessione in uso temporaneo della stessa, mentre la terza, quarta, e sesta regolano le caratteristiche delle attrezzature e delle installazioni connesse all’uso temporaneo e permanente e, infine, i criteri per l’autorizzazione allo svolgimento di attività permanenti con strutture mobili. “Come si può notare – ha evidenziato – il regolamento spazia su temi diversi andando a sovrapporsi ad altri regolamenti che, nel corso degli anni, il Comune ha approvato per disciplinare specifiche materie, in particolare quelle relative all’occupazione del suolo pubblico e ai pubblici esercizi. Per questi motivi si è reso indispensabile rivedere il vecchio testo con gli altri specifici regolamenti comunali, così da armonizzarli tra loro. Il Comune ha interessato il Magistrato delle Contrade per avere un orientamento relativo all’uso della Piazza da parte delle Contrade, dopo le due deroghe concesse, prima alla Contrada della Civetta e poi alla Torre. Il Magistrato ha, invece, ritenuto che ogni decisione in merito spettasse all’Amministrazione comunale e tale impostazione è stata recentemente confermata dal nuovo Rettore Nicoletta Fabio”.
Cappelli, nel prendere atto della risposta, visto il lavoro in corso per la modifica del regolamento, ha però, ricordato come, durante la riunione consiliare di settembre anche altri consiglieri, con lui, avessero auspicato per le decisioni da adottare in merito, il coinvolgimento del Magistrato delle Contrade. “Magistrato che, al contrario, ha completamente delegato il Comune per la nuova stesura”.
3) L’ASSESSORE BALANI: “ANTISINDACALITA’ SENZA COLPA “
Questa la sintesi della risposta all’interrogazione di Marco Falorni sullo sciopero dell’8 marzo 2014 e sulla sentenza del giudice del Tribunale del Lavoro dello scorso 11 gennaio
Ripercorrendo la vicenda dello sciopero indetto dalla Polizia Municipale l’8 marzo 2014 e della relativa sentenza con cui, lo scorso 11 gennaio, il giudice del Tribunale del Lavoro di Siena ha riconosciuto il comportamento antisindacale del Comune che, per lo stesso giorno, aveva messo obbligatoriamente in servizio 42 unità di personale, Marco Falorni (Impegno per Siena) ha presentato, oggi, un’interrogazione sul tema, sottoscritta anche da Massimo Bianchini e Andrea Corsi (L’Alternativa).
“Il giudice – ha affermato Falorni – ha disposto che le spese processuali venissero computate a carico del Comune per tre quarti del loro importo complessivo e quindi per euro 6.469,50. Inoltre, l’ente era tenuto alla pubblicazione del dispositivo della sentenza nella stampa locale”.
Il consigliere ha quindi chiesto “se tali spese siano state poste a carico del bilancio comunale, e quindi dei cittadini, oppure se saranno recuperate con addebito ai diretti responsabili del comportamento censurato dal giudice”.
L’assessore al Personale, Mauro Balani, ha ripercorso non soltanto la vicenda dello sciopero dell’8 marzo 2014, ma anche della precedente assemblea della Polizia Municipale tenutasi il 2 marzo, giorno di svolgimento della gara podistica “Terre di Siena Ultramarathon”.
In quel giorno, era stato previsto il contingentamento da parte della Questura di 4 agenti e di 2 ufficiali per turno al fine di garantire la tutela della pubblica incolumità e dei partecipanti in alcuni punti nevralgici della viabilità cittadina. “Trattandosi di una manifestazione sportiva il cui svolgimento non era demandato alla sola volontà del Comune, che ne era solo ente patrocinatore e non organizzatore – ha sostenuto Balani – eravamo tenuti a predisporre il servizio di vigilanza disposto dall’ordinanza del Questore. Pertanto, il giudice non ha attribuito un carattere di antisindacabilità alla disposizione dirigenziale adottata a scopi di interesse generale”.
Anche l’8 marzo, giorno in cui si è svolta la competizione ciclistica “Strade bianche” promossa da RCS/Gazzetta dello Sport, un’ordinanza del Questore demandava alla Polizia Municipale il presidio di alcuni punti nevralgici per il traffico cittadino e la scorta ai mezzi dell’organizzazione fino ai punti di sosta e la successiva vigilanza; la rimozione dei veicoli in divieto di sosta, il supporto per lo stoccaggio e il posizionamento delle transenne lungo il percorso. “Preme innanzitutto rilevare – ha continuato l’assessore – che, in caso di sciopero, l’accordo decentrato del 1996 prevede che, su richiesta del Prefetto, il sindaco esoneri dallo sciopero stesso il contingente in servizio di pubblica sicurezza”. “I contenuti dell’ordinanza ci sono stati trasmessi alle ore 13 del giorno precedente, il 7 marzo: quindi senza che ci fosse la materiale possibilità di rispettare i 5 giorni formali per informare preventivamente sindacati e lavoratori dei nominativi di coloro che sarebbero stati esonerati dall’effettuazione dello sciopero per esigenze di pubblico servizio. Nessun’altra valutazione è stata ritenuta dal giudice attendibile o applicabile nel merito della denuncia di comportamento antisindacale. Pertanto, nessuna responsabilità può essere riconosciuta al Comandante di Polizia Municipale che ha agito nei tempi disponibili rispetto all’ordinanza del Questore e ha, così, garantito la corretta e regolare effettuazione del servizio di vigilanza per la sicurezza di tutti i cittadini”.
Insoddisfatto Marco Falorni perché, come ha lamentato “l’assessore si è limitato a leggere l’arringa fatta dall’avvocato di parte del Comune al Giudice del lavoro che, di fatto, ha dato torto all’Amministrazione, senza rispondere a quanto chiesto nell’interrogazione. Presumo che i dirigenti, così come gli assessori siano coperti da assicurazione in modo che le spese processuali non debbano ricadere sui cittadini. A questo non mi è stato risposto, mi riservo di leggere attentamente quanto letto in aula da Balani”.
2) REGOLARI E NEL RISPETTO DELL’OFFERTA PROGETTUALE LE ATTIVITÀ ORDINARIE E AGGIUNTIVE DEL “SANTA PETRONILLA”
L’assessore Ferretti ha risposto a un’interrogazione di Michele Pinassi
Nel novembre 2014, la cooperativa Mediterranea onlus si è aggiudicata l’affidamento della gestione e dei servizi del centro per disabili “Santa Petronilla” che, nel successivo mese di luglio 2015, sono stati trasferiti alla Società della Salute senese.
Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) ha presentato, nella seduta consiliare odierna, un’interrogazione sulla vicenda richiamando il capitolato di gara con cui la cooperativa Mediterranea si era aggiudicata l’appalto grazie all’offerta di elementi, tra i quali “ambienti multi-sensoriali, sistemi informatizzati, strumentazioni video e telematiche, gite annuali e in barca a vela, Babbo Natale con renna per consegnare il buffet natalizio e buffet mensile, attività sportive e associative, corsi di formazione del personale e altri servizi qualificanti come la sostituzione completa di stoviglie e biancheria, lo sporzionamento dei cibi, con il relativo inserimento lavorativo di un soggetto disabile”.
Dopo aver sottolineato che “il piano di emergenza ed evacuazione della struttura è stato redatto il 1° aprile 2015”, Pinassi ha chiesto se questo abbia comportato problemi sotto il profilo della sicurezza degli utenti e dei dipendenti e, più in generale, se “le attività previste in sede di gara dalla cooperativa Mediterranea siano state effettivamente realizzate e quali, eventualmente, sono ancora in attesa di essere espletate”.
Riportando i contenuti di una nota della Società della Salute (SdS) senese, l’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha informato che la cooperativa Mediterranea ha avviato la gestione del Santa Petronilla il 1° marzo 2015 e redatto il Piano di emergenza ed evacuazione il successivo 1° aprile, senza che si creasse alcun problema sotto il profilo della sicurezza degli utenti e dei dipendenti della struttura. “Il mese intercorso tra l’entrata in servizio e la redazione del piano è un tempo necessario a prendere visione di tutte le attrezzature esistenti per redigere il documento. Inoltre gli operatori, nel cambio di gestione, sono rimasti gli stessi della precedente gestione e, pertanto, già istruiti e formati in merito”.
“In riferimento alle attività ordinarie e obbligatorie che vengono realizzate ogni giorno nel complesso – ha proseguito l’assessore – una unità di personale, della Società della Salute, con profilo tecnico mantiene rapporti telefonici quotidiani e partecipa a riunioni di coordinamento con cadenza quasi settimanale. Il programma di attività settimanale viene predisposto ogni venerdì e affisso alla bacheca interna”.
Rispetto alle attività aggiuntive, Ferretti ha affermato che nello scorso mese di settembre si è tenuta una riunione tra la coordinatrice della struttura, la psicologa responsabile, il responsabile di area della cooperativa e alcuni referenti della SdS senese per effettuare un monitoraggio di quelle realizzate e programmare, oltre a eventuali variazioni all’offerta progettuale.
L’assessore ha quindi dato lettura di un quadro articolato da cui risulta “che gli elementi richiamati nell’interrogazione sono in corso di regolare esecuzione, o in fase di attuazione, come la ginnastica in acqua e la fornitura dei quattro iPad. Non realizzate invece, e per motivi strettamente connessi alle specificità degli ospiti, le gite in barca a vela, così come la presenza del Babbo Natale con renna per la consegna del rinfresco natalizio. Sì al buffet, ma in maniera meno scenografica”.
“L’attività del Santa Petronilla – ha concluso – è particolarmente seguita dall’Amministrazione: è stata redatta una Carta del servizi condivisa con le famiglie ed istituito il Comitato dei familiari; vengono tenute nella massima considerazione le segnalazioni di disservizi che si possono creare; si cerca di aprire le porte del Santa Petronilla a volontari e associazioni, perché queste residenze fanno parte della nostra città e vanno vissute non solo da chi vi abita, ma anche da coloro che hanno voglia di condividere un po’ di tempo con gli altri”. Massimo controllo e sforzi, quindi, affinché siano rispettate le normative e le esigenze delle persone ospitate nella struttura.
Pinassi, nel dichiararsi “soddisfatto per aver presentato l’interrogazione così da chiarire, attraverso la risposta dell’assessore, numerosi aspetti del capitolato di gara”, ha condiviso la decisione che ha annullato le gite in barca a vela, a tutela degli stessi ospiti, e la presenza del Babbo Natale con renna per il buffet natalizio. “La nostra azione di vigilanza continuerà” .
1) A SETTEMBRE LA DISPONIBILITÀ DEI 24 ALLOGGI DEL “BLOCCO B” DEL CONTRATTO DI QUARTIERE DI SAN MINIATO
L’assessore alla Casa, Anna Ferretti, ha risposto a un’interrogazione di Ernesto Campanini
I 24 appartamenti del “blocco B” del programma di recupero urbano “Contratto di quartiere” che riguarda San Miniato sono stati oggetto di un’interrogazione di Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, SsM, RC).
Il consigliere ha richiamato come “nel corso di un’assemblea con i cittadini, l’assessore Anna Ferretti abbia affermato che tali alloggi saranno destinati ad assegnazioni temporanee per quelle famiglie che devono lasciare il proprio appartamento per ristrutturazione e che, pertanto, dovrà essere formata un’apposita graduatoria tramite bando”. In considerazione “delle diffuse difficoltà locative per l’elevato costo degli affitti sul mercato privato e del fatto che molte famiglie sono ancora in attesa dell’assegnazione degli alloggi di Siena Casa”, Campanini ha chiesto “con quale atto sia stata definita tale destinazione degli appartamenti e se questa decisione non procrastini ulteriormente il loro utilizzo”, sollecitando “l’immediata assegnazione degli stessi alle prime 24 famiglie presenti nella graduatoria di Siena Casa”.
E’ stata l’assessore alla Casa, Anna Ferretti, a fornire la risposta ripartendo dal quadro della “Convenzione per l’attuazione di interventi sperimentali nel settore dell’edilizia residenziale e sovvenzionata” stipulata nel 2000 tra il Comune di Siena e l’allora Ministero dei Lavori pubblici. “Un programma che, per San Miniato, prevedeva complessivamente 63 alloggi “. Come ha spiegato l’assessore, nel 2011 la ditta appaltatrice ha abbandonato i lavori “ma il Comune ha mantenuto un atteggiamento di costante supporto alla loro evoluzione e ciò ha reso possibile il compimento di una parte significativa dell’intervento, come quella che ha portato alla realizzazione del blocco D, con 39 unità abitative di edilizia sovvenzionata, ambulatori e il centro anziani, ormai in funzione dal 2011. Nei prossimi mesi saranno quindi disponibili i 24 “alloggi volano” del blocco B”.
L’assessore ha poi spiegato che “dalla prima progettazione a oggi sono passati quasi 20 anni, durante i quali sono cambiate le esigenze dei cittadini e dell’Amministrazione. Per questo è stata intrapresa, dallo scorso mese di novembre, una trattativa con il Ministero delle Infrastrutture per verificare la possibilità di modificare l’uso dei 24 alloggi volano”.
Come ha aggiunto, infatti, “l’Amministrazione ha proposto al Ministero un utilizzo molteplice con varie finalità: dare attenzione alla necessità di mobilità delle giovani coppie che vivono in alloggi troppo piccoli rispetto al nucleo familiare che, nel frattempo, è aumentato; mettere a disposizione alcuni alloggi per “utilizzo autorizzato”, cioè per l’emergenza abitativa; inserire alcuni appartamenti nel patrimonio ERP e destinarne due, in particolare, a giovani che compiono i 18 anni e che sono ospiti di strutture per minori, allo scopo di agevolare il loro percorso di autonomia in un ambiente protetto”. “Siamo in attesa di una lettera di conferma del Ministero per queste destinazioni – ha concluso Ferretti – dopodiché, terminate tutte le pratiche necessarie, gli alloggi saranno assegnati”.
Ernesto Campanini, nel ringraziare per l’esauriente risposta e soddisfatto per aver riportato, come consigliere dell’opposizione, l’attenzione sull’argomento, ha dichiarato che “sarà veramente soddisfatto quando, a settembre, verranno consegnati gli alloggi, così da risolvere, a S. Miniato, una situazione in essere da ben 20 anni”.











