La notizia talvolta arriva ai Carabinieri, che cercano di porre rimedio seguendo un metodo costante, con quel tanto di variabilità che differenzia situazioni mai perfettamente uguali.
Così, ieri sera una signora chiama disperata il numero di pronto intervento 112. Ha appena parlato con un suo amico che si sta suicidando col metodo più dolce, il monossido di carbonio. Immediatamente uno degli operatori prova a contattare l’uomo sul suo cellulare. Non risponde. L’operatore insiste e alla fine l’uomo si fa vivo. Essere disturbato in un momento di sacralità è seccante, ma può essere utile. Inizia una conversazione difficile che durerà venti minuti circa. Con discrezione il militare gira attorno al problema, mentre il suo collega approfitta del collegamento per far operare il gestore telefonico che va a cercare ed incrociare le celle topografiche di copertura dei ripetitori.
L’uomo descrive il suo insano gesto: “Pensavo sarebbe stato più veloce, il gas di scarico avrebbe dovuto farmi perdere i sensi ma ancora sono lucido”. Il carabiniere gli consiglia di interrompere un attimo e uscire dall’abitacolo per respirare e parlare meglio, in fondo per i gesti irrimediabili c’è sempre tempo. L’uomo gli racconta qualcosa della sua vita, ma la decisione ormai è presa, gli dispiace solo che ci voglia tanto tempo. Vorrebbe solo addormentarsi e dormire per sempre. Il militare insiste e nel frattempo le coordinate del luogo ricercato si affinano. Le pattuglie già distolte dal lavoro ordinario, riducono il loro raggio d’azione e a forza di girare l’autoradio dell’aliquota radiomobile trova la macchina in località Celsa di Sovicille. L’uomo è quasi privo di sensi, aveva infilato un tubo verde nel tubo di scappamento e aveva assicurato l’altro capo al finestrino con del nastro adesivo, in maniera che il ricambio dell’aria fosse quasi nullo. L’uomo, che è astemio, si è stordito con del limoncello. Ce n’era una bottiglia iniziata dentro l’autovettura. I militari aprono tutti gli sportelli della macchina e spengono il motore dell’autovettura, i maniera che possa respirare bene, abbia tanto ossigeno. Fanno poi intervenire un’autoambulanza del 118 che già attendeva in allerta. L’uomo viene trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del Policlinico di Siena ed in breve si riprende. Per i militari è quasi routine, altre volte hanno affrontato situazioni simili che comunque sono sempre diverse e portano loro adrenalina nuova. La soddisfazione di salvare una vita è qualcosa di particolare, di unico. Sono soddisfatti. L’uomo per ora è salvo. Si vedrà poi dove li condurrà la prossima richiesta di intervento.











