
“Questa città – ha ricordato – pagò un tributo enorme, in termini di vite umane e di distruzione. Era la guerra, quella guerra che miete vittime anche oggi e che talvolta sembra una parola astratta e vuota. Non è così, la guerra semina morte e distruzione. 72 anni fa a Poggibonsi c’erano persone a lavoro, donne e uomini che stavano facendo la loro vita, c’erano bambini che giocavano. Ricordiamo che fra loro ci furono morti e feriti, che la città venne distrutta, che c’è chi, ancora oggi, porta negli occhi quella tragedia”.
Come racconta la storia, alle 13.15 del 29 dicembre 1943 l’aria si riempì del rombo cupo delle “fortezze volanti”, i micidiali bombardieri delle truppe Alleate. Pochi istanti e una pioggia di bombe cadde sulla città. Furono momenti terribili. Alla prima ondata ne seguì una seconda, ancor più devastante. Case, fabbriche, vie e piazze del centro vennero abbattute e distrutte. Sotto le macerie si contarono 105 morti e centinaia di feriti. Il 75 per cento degli edifici venne distrutto e interi quartieri cancellati. Furono distrutti la fascia parallela alla ferrovia, il teatro Ravvivati Costanti, la Fabbrichina dove trovarono la morte gli operai. Il bombardamento del 29 dicembre era stato preceduto da quelli avvenuti ai primi di novembre e due giorni prima, il 27 dicembre, che colpirono la zona di Romituzzo e di Montelonti. Le incursioni aeree dei bombardieri continuarono fino a tutto aprile in quanto Poggibonsi era al centro di un importante nodo stradale e ferroviario ritenuto dagli Alleati di notevole importanza strategico militare.
“Impariamo da ciò che è avvenuto – ha ribadito il Sindaco -. Ricordiamo le vittime di quella tragedia e la forza di tutti coloro, donne e uomini poggibonsesi, che vollero e seppero ricostruire la città facendone un luogo di scambi e di relazioni. Un luogo di pace”.











