Nell’anno in cui la bandiera del corpo è stata decorata dalla Medaglia d’Oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, per l’opera svolta a salvaguardia del patrimonio culturale italiano e internazionale, il calendario dell’Arma presenta una rivisitazione di alcuni capolavori dei grandi rappresentanti della pittura italiana ed europea, da Modigliani a De Chirico, da Monet a Dalì, da Toulouse Lautrec a Van Gogh, attraverso l’inserimento nelle opere di carabinieri e simboli legati all’Arma.
Giunto alla 84esima edizione, il calendario avrà quest’anno una tiratura di un milione e 200mila copie, di cui ottomila in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco).
Contestualmente alla presentazione presso il Comando senese, nell’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del ministro della difesa senatore Roberta Pinotti e del comandante generale dell’Arma Tullio del Sette, si è svolta la cerimonia nazionale di presentazione.
Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, quest’anno con una tiratura di 1.200.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, la pubblicazione del Calendario venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia. Il Calendario ha una rilevanza importante per la famiglia dell’Arma, momento di coesione ed unità attorno ad un oggetto semplice, ma ispirato da grandi valori comuni, nel quale si riconoscono tutti i carabinieri e i loro comandanti, dalle grandi città ai più piccoli paesi.

Presenti in qualità di relatori Mario Calabresi, Aldo Cazzullo, Philippe Louis Daverio e Ferruccio De Bortoli.
La presentazione ha avuto inizio con il saluto del Generale Del Sette alle autorità presenti e ai gentili ospiti, cui ha fatto seguito un breve excursus sul Calendario Storico e sull’Agenda.
Il Generale del Sette ha in particolare sottolineato come l’annuale presentazione abbia “ormai raggiunto il fascino e la valenza di una tradizione… giunta alla 71ª edizione”. “Il primo calendario – ha proseguito – vide la luce a Firenze nel 1928” rievocando le “tante immagini susseguitesi nel tempo sulle sue pagine dalle opere d’arte recuperate alle imprese sportive dei carabinieri atleti; dai giovani alle donne; dalla storia alla Bandiera dell’Arma, dalle missioni all’estero alle manifestazioni d’epoca…”. Ha evidenziato come nell’anno del Centenario della prima guerra mondiale e nel settantennale della liberazione si sia “voluto rendere omaggio all’Arma e all’arte pittorica, inserendo in alcuni capolavori di grandi pittori italiani ed europei immagini di carabinieri che risaltano nella bellezza e nella originalità di tali opere” grazie “alla tecnica sopraffina di pittura digitale di Silvia Di Paolo”. Il Generale Del Sette ha sottolineato come il percorso celebrativo delle due importanti ricorrenze storiche sia proseguito ”in maniera più esplicita e approfondita con le immagini e i testi“ dell’Agenda.
Scuccessivamente è stato proiettato un video di presentazione del Calendario al termine del quale Giletti ha coinvolto De Bortoli e Daverio, che hanno fornito il loro prezioso contributo con riflessioni sul rapporto tra i Carabinieri e l’arte. DìAverio ha poi commentato le tavole che compongono l’opera.
Descrizione del Calendario Storico dell’Arma 2016
Il filo conduttore che lega i mesi dell’anno è costituito dal tema “Il Carabiniere e le Arti”.

Il tema del calendario è stato ispirato “dalla celeberrima opera impressionista di Claude Monet “I papaveri”; è bastato inserire una pattuglia di Carabinieri nel paesaggio solare immaginato dal pittore francese per infondere quel profondo senso di sicurezza e serenità che la vigilanza dell’Arma da sempre trasmette alle nostre comunità. E’ così che, ricevuto dagli enti preposti il necessario assenso a reinterpretare le immagini delle opere prescelte con la tecnica della pittura digitale, ha preso forma questo progetto culturale, coerente con la finalità della pubblicazione di contribuire a diffondere la conoscenza dell’Arte e del Carabiniere nella sua evoluzione storica e nella sua dimensione umana e sociale “..
In copertina, “l’emblematico segno distintivo dei Carabinieri – la fiamma – si staglia tra le volute geometriche e nitide d’ispirazione futurista, segno della solidità istituzionale nel tempo, riprese da un’opera di Giacomo Balla, nei colori che contraddistinguono la Bandiera italiana – il verde, il bianco e il rosso – l’Arma dei Carabinieri – il blu e ancora il rosso – l’azzurro del vessillo europeo e il celeste dell’ONU”.
Nella II di copertina troviamo due commenti all’opera, di Ferruccio De Bortoli, che sottolinea come “non stupisce vedere” i Carabinieri “in nessuna situazione, sono i nostri insostituibili compagni di viaggio, anche nell’arte come nella letteratura, nei racconti di Sciascia, di Soldati, di Carofiglio e tanti altri” e di Philippe Louis Daverio che evidenzia come l’Arma, in questa edizione, abbia “deciso di dialogare con il mondo dell’arte…con un intento ben preciso, quello di trasmettere il messaggio d’una sensibilità per il mondo delle arti che dell’Italia è un fondamento imprescindibili”.



Il video del Calendario Storico 2016 dell’Arma dei Carabinieri











