Questo l’inizio dell’intervento in Consiglio comunale di Carolina Persi, capogruppo Pd.
“Il Pd della responsabilità e della coerenza, che è stato sempre determinate per la stabilità cittadina, viene apostrofato oggi come vecchio. Così nessuno dice che nel nostro partito c’è stata una corrente che ha fatto finta di proporre un candidato al consiglio regionale per farselo bocciare, perché il vero obiettivo era far passare sotto traccia la sua vera candidata.
Come nessuno ha il coraggio di dire che in questa città ed in questa provincia, salvo poche rare e pregiate eccezioni, non sono mai esistiti veri renziani perché il rinnovamento inteso come ricambio é sempre stato una finzione per riciclare le quinte file della classe dirigente di alcuni anni fa.
Ma veniamo al Comune. In questi quasi due anni di mandato abbiamo fatto il possibile. É al gruppo del Pd che vanno intestati il merito di aver garantito la stabilità e con questa il risanamento dei conti del comune, di aver sottratto il Santa Maria della Scala da appetiti mercantili, di aver affermato una politica urbanistica con una visione generale.
Solo una certa pubblicistica ha voluto attribuire al Pd la volontà di togliere la fiducia a questa amministrazione, anche il giorno dopo aver votato il bilancio di previsione, l’unico atto che per il testo unico è determinante per proseguire un mandato.
Lo abbiamo fatto per la città perché abbiamo sempre pensato e continuiamo a pensare che un commissario è la peggiore delle scelte per un territorio. Nel 2012 chi si dimise lascio perché non aveva la maggioranza e non poteva assicurare l’approvazione di atti fondamentali per il risanamento del bilancio e per evitare il dissesto. Quelle delibere furono poi ratificate dal commissario e rappresentarono una svolta decisiva.
Successivamente – lo ricordo a beneficio di tutti – a primarie vinte quel candidato sindaco, con un gesto volontario non richiesto, si ritirò quando gli fu notificato un avviso di garanzia, ma avrebbe potuto continuare il suo percorso perché a tutt’oggi non si sono manifestati problemi ostativi.
Il nostro dovere in questo momento è andare avanti e sostenere questa amministrazione fin quando non ci saranno i motivi di decadenza che sono previsti dalla legge dopo una eventuale condanna di primo grado che vogliamo augurarci non arrivi mai.
Il giudizio di merito quindi non cambia per un avviso di garanzia. Abbiamo sempre manifestato la volontà di richiedere a questa Amministrazione di produrre un bilancio più politico e proiettato verso il futuro, ma comunque sia l’azione amministrativa prodotta è e sarà sempre molto al di sopra di quanto potrebbe fare un commissario.
Chi ha perso le elezioni due anni fa bisogna che se he faccia una ragione perché più offende Bruno Valentini e il Pd, più offende se stesso perché è stato superato democraticamente.
Certo la conduzione dell’ufficio urbanistica del Comune di Monteriggioni, se confermata, rappresenterebbe un grande problema politico per aver attratto nuova popolazione e spostato risorse tributarie commettendo illeciti e competendo slealmente con la nostra città. Si ricorda tre anni fa un articolo di Simone Vigni, oggi consigliere, ma allora militante Pd, che definì troppo aggressiva la politica urbanistica del Comune limitrofo. Un danno per Siena che rimane e che deve esser di stimolo per ricucire quella grande Siena di 90mila abitanti con un governo unitario affinché un decennio come quello passato di Monteriggioni non abbia a ripetersi, né li, né altrove.
Vorrei qui ringraziare la Soprintendente Carpani che molto si è battuta per respingere progetti inappropriati, e che oggi è a Venezia a testimonianza del suo valore, e la Commissione per il Paesaggio che è stata avvicendata senza aver discusso qui di un rendiconto del loro triennio.
Io, non solo io e mi auguro tutta la maggioranza, caro Sindaco ti continueremo a sostenere con lealtà come abbiamo fatto in questi due anni e ti auguriamo di poter chiarire presto ed al meglio la tua posizione. Per coloro che oggi auspicano la tua caduta, vicini a te nella campagna elettorale di due anni fa, rappresentavi uno strumento di rappresaglia.
Oggi, alle prime difficoltà, ti hanno platealmente abbandonato, quasi avessero aperto la posta che stava per arrivare. Lo hanno fatto perché ti hanno chiesto il conto per il sostegno e per la vittoria delle primarie dell’Aprile 2013, un modus operandi molto correntizio che niente ha a che fare un un partito che ha interesse solo al benessere collettivo.
Noi da quel giorno ci siamo sempre stati perché è nostro dovere sostenere chi ha vinto le elezioni. Ci siamo e da oggi ci impegneremo ancora di più per estrarre il massimo da questa amministrazione. Ci attendiamo, per questo, un cambio di passo come ha scritto qualche settimana fa il nostro segretario Alessandro Masi. La città ha bisogno di un sindaco concentrato sull’azione amministrativa e consapevole che il baricentro della sua campagna elettorale è stato sconfessato dai fatti e che per il bene di Siena occorre riprendere un filo che è soprattutto rappresentato dal programma Siena 2020 che fu elaborato durante la segreteria Mugnaioli. Oggi, con il contributo politico delle forze di maggioranza che vorranno esserci a partire da chi il suo contributo politico a già iniziato a darlo come noi del Pd, Riformisti, Siena Futura e Sel, possiamo garantire quella progettualità, quella moderazione e quel senso di responsabilità che faccia argine al fanatismo prepotente, ma totalmente improduttivo degli ultimi anni. Noi ci siamo”.











