Mauro Corona è nato il 9 agosto 1950 a Balsega di Piné (TN). La sua famiglia fece però presto rientro a Erto (PN), da dove proveniva. Già da giovanissimo, manifestò un grande amore per le scalate in montagna: a soli tredici anni, raggiunse la vetta del monte Duranno, alto più di duemila metri.
Amante della lettura, soprattutto dei grandi classici, apprende dal nonno l’arte di intagliare il legno, che in seguito diventerà una delle sue passioni.
Nel 1963, la tragedia del crollo della diga del Vajont, pur risparmiando la vita di tutti i suoi cari, cambia comunque il suo destino: è costretto a rinunciare ai suoi boschi per ritrovarsi a frequentare un collegio di salesiani a Pordenone. Gli insegnanti fanno quello che possono, incentivandolo a coltivare il suo amore per la lettura, ma la nostalgia è grande e da lì inizia a manifestare uno spirito ribelle. Dopo essere stato ritirato dalla scuola per geometri che aveva iniziato a frequentare solo per accontentare i suoi genitori e la tragica e prematura scomparsa di suo fratello Felice, Mauro Corona lavorerà in una cava di marmo sul monte Buscada. Espletato il servizio militare, nel quale si farà notare soprattutto per la sua insofferenza alla disciplina, troverà un impiego come scalpellino riquadratore ed intanto continuerà a creare le sue opere trovando degli estimatori, tanto che nel 1975 sarà in grado di organizzare la sua prima mostra.
Più recente la sua carriera di scrittore, iniziata nel 1997, dopo la pubblicazione di alcuni suoi racconti su Il gazzettino. Nelle sue opere, racconta un mondo fatto di paesini di montagna, consuetudini e personaggi che ormai non esistono più, oltre a rivelare un amore veramente sconfinato per la natura. Tra i suoi libri ricordiamo Il volo della martora (1997), Gocce di resina (2001), La fine del mondo storto (2010) che si aggiudicherà il Premio Bancarella l’anno dopo e La casa dei sette ponti (2012).
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venerdì, 11 Settembre 2026











