Francesco Michelotti interviene al consiglio comunale di Siena monotematico sulle sorti di Monte dei Paschi di Siena esprimendo forti preoccupazioni per le sorti di MPS, definendo l’istituto un asset strategico e culturale per il territorio e l’intero Paese.
Il deputato senese denuncia il rischio di smembramento del capitale umano ed economico della banca, sollecitando un’azione unitaria tra le forze politiche. Alla base di questo scenario c’è il timore per l’operazione Intesa: “Se andasse in porto, quello che Intesa e Unipol stanno per fare, ciò comporterebbe lo smembramento, lo spezzatino, ma comporterebbe soprattutto la deprivazione della nostra città di un tessuto economico, sociale, produttivo, aggiungo anche culturale, perché la privazione di profili di altissimo livello, di un capitale umano prima ancora che di un capitale, di un capitale economico, rappresenterebbe sicuramente un deperimento fortissimo per la nostra città, probabilmente un processo irreversibile dal quale non ci riprenderemmo mai più.”.
Michelotti denuncia l’ambiguità del Partito Democratico che sembra tenere una posizione diversa a seconda di dove parla: “Non si può essere toscani in Toscana ed emiliano romagnoli a Roma”. Egli critica il “doppiopesismo” riservato alle dichiarazioni governative, rispetto a quelle di altri attori finanziari e richiama la necessità di coerenza politica.
Il deputato ha stigmatizzato le parole di Matteo Renzi alla festa dell’Unità di Bologna, citando le testuali parole dell’ex premier: “Non pensi il governo di intervenire in questa partita perché la finanza rossa”, parole di Renzi alla festa dell’Unità dice Michelotti, “deve poter avere la possibilità di giocare la sua partita”.
Il deputato senese è preoccupato dalle parole espresse dall’amministratore delegato Cimbri di Unipol: “L’intervista rilasciata dall’amministratore di Unipol non solo non fuga le preoccupazioni, ma lo dobbiamo dire in questa sede, ci preoccupa ancora di più”.
Michelotti si chiede perché proprio ora rilascia l’intervista perché lui è non Intesa: “Perché lo fa soltanto lui e non lo fa Intesa? Perché soltanto Cimbri? E non pensi Cimbri di rassicurare questa comunità, questo territorio, questa amministrazione, questi lavoratori facendo un’intervista, come dire: state tranquilli che qualche cosa vi lasciamo da qualche parte. Non funziona così. Altro sarebbe stato dire: apriamo un tavolo, mettiamoci a sedere magari davanti al ministero, davanti al MEF e capiamo quali possono essere le prescrizioni, come diceva il senatore Franceschelli, in un percorso condiviso.”
Michelotti ricorda poi come sia difficile stare nella partita del Risiko bancario da parte del governo che se da una parte fa il tifo per Siena e il suo territorio, dall’altra deve garantire terzietà perché il governo è di tutti anche di Intesa: “Il governo deve fare da arbitro in una partita che non è assolutamente facile”. Ciononostante il deputato senese tiene a ringraziare la presidente del Consiglio Meloni: “Per averci ascoltato in questo mese di agosto, per aver detto parole che a mio avviso sono pietre, sono macigni e una moral suasion che vale molto più di tante altre iniziative che il governo potrebbe mettere in piedi, anche perché evidentemente quel tipo di parole hanno stabilito anche la reazione di una certa parte di una certa finanza.”
Michelotti rifiuta le “lezioncine da parte di chi in passato ha fatto scelte sbagliate” che hanno determinato la fuoriuscita della Fondazione MPS dalla stanza dei bottoni: “Bisogna anche ricordarsi che noi siamo qui a scontare un problema perché una volta eravamo azionisti.”
Ad ogni modo il deputato riconosce “il valore istituzionale dell’unità d’azione tra Regione, Provincia e Comune”, una unità che egli si augura possa resistere dal livello locale a quello nazionale.












