E’ stato un momento importante di confronto e di riflessione tra gli esperti del settore e gli studenti del Liceo scientifico Galilei e del Liceo delle Scienze applicate Sarrocchi di Siena “Questo non è amore”, il convegno sulla violenza di genere organizzato ieri, mercoledì 22 novembre, dalla Polizia di Stato al Rettorato dell’Università degli Studi di Siena.
Al convegno, hanno partecipato portando i propri saluti, il rettore Di Pietra, il prefetto di Siena Matilde Pirrera, il sindaco Nicoletta Fabio e tutte le autorità religiose, civili e militari della città.

Tra i relatori, oltre a un magistrato facente parte del pool in materia di codice rosso e a rappresentanti del dipartimento UOC sul codice rosa e delle associazioni a tutela delle donne, sono intervenuti il vicecapo della Polizia con funzioni vicarie prefetto Vittorio Rizzi ed il questore di Siena Pietro Milone.
Gli interventi, moderati da Matteo Borsi direttore di Radio Siena Tv, si sono susseguiti ai video realizzati dagli studenti delle seconde D e I del Galilei e delle quarte A ed E del Sarrocchi.

Il questore di Siena Pietro Milone, dopo aver illustrato tutti gli strumenti che la Polizia di Stato mette a disposizione delle vittime di violenza di genere, sia in termini di prevenzione che di contrasto, ha tenuto a sottolineare loro l’importanza del chiedere aiuto agli insegnati, agli amici e anche ai genitori, in tutte quelle situazioni che possano far venire anche il minimo dubbio che ci si possa trovare in casi di possibile violenza, per consentire d’intervenire in tempo evitando così le tragedie.

Il vicecapo della Polizia Vittorio Rizzi ha illustrato alcune caratteristiche del fenomeno della violenza di genere, fornendo anche dei dati che evidenziano in gran parte le donne come vittime e come autori quasi sempre maschi, anche minorenni. “Il fenomeno si contrasta – ha evidenziato Vittorio Rizzi nel suo intervento a Siena sulla violenza di genere – con una rivoluzione culturale che è quella del rispetto del genere”. Il prefetto Rizzi ha poi concluso ringraziando gli studenti per i video che hanno realizzato che dimostrano come loro, che sono il futuro, possano costruire l’onda verso la cultura del rispetto di genere.














