
“Questa richiesta di portare la discussione in Consiglio comunale – prosegue Masi – non è stata però raccolta, occorrendo per la convocazione dei capigruppo la firma di tanti capigruppo che rappresentassero almeno 1/5 del Consiglio comunale. Così, Siena ed il suo Consiglio comunale sono stati fermi più di un mese, prima di apprendere ieri dalla stampa le decisioni sul rimpasto di Giunta, ormai a meno di un anno dalla convocazione dei comizi elettorali del 2023.
Il mandato infatti volge al termine e non sarà un rimpasto di Giunta a tempo scaduto a riscattare cinque anni di cattiva amministrazione, correndo ai ripari per recuperare la senesità della Giunta o la deriva di destra dell’esecutivo di De Mossi. E’ chiaro a tutti, infatti, che questa Giunta è una miscela di destra e trasformismi. La città ha bisogno di stabilità, di idee chiare e di un’alternanza autentica.
“E’ vero, la Giunta è affare del Sindaco – conclude Masi -, ma il Sindaco è il riferimento del Consiglio comunale per la Città ed un confronto avrebbe potuto portare un contributo utile, magari non richiesto dall’Amministrazione, ma sicuramente atteso dai nostri cittadini”.











