Con tre bandi specifici e 45.000 euro di risorse di bilancio messe a leva (finanziaria), l’Amministrazione comunale di San Casciano dei Bagni ha approvato una serie di misure per attrarre nuovi residenti e nuove attività economiche in paese.
La gran parte della popolazione italiana (più di sessanta milioni) oggi è concentrata nelle aree urbane ma fino al secolo scorso (oltre ad essere la metà) eravamo ben distribuiti su tutto il territorio nazionale, tra campagne, montagne e città e in Toscana molti borghi e castelli delle cosiddette “aree interne” conservano le ricchezze patrimoniali (naturalistico, agricolo, culturale) e al contempo sono sempre più arricchite di servizi (scuole, sanità, banda larga). E’ il caso di San Casciano dei Bagni che non solo ha investito sull’arricchimento dei servizi, come l’implementazione della telemedicina e la banda ultralarga, ma che si adopera da tempo nella progettazione su nuovi fronti.


Altri contributi sono destinati a coloro che decidono di vivere in uno dei borghi del Comune di San Casciano dei Bagni. L’Amministrazione comunale, infatti, con una misura sperimentale intende riconoscere un contributo economico pari al 50 per cento del canone di locazione versato (fino ad un massimo di 200,00 euro, per 12 mensilità), da destinare ai nuovi nuclei familiari (in possesso di attestazione ISEE non superiore ad 23.000,00 euro e che siano titolari di un regolare contratto di locazione stipulato con un proprietario privato per un alloggio sito nel Comune di San Casciano dei Bagni) che trasferiscano la residenza nel comune.
Analogamente, e per le medesime finalità, l’Amministrazione comunale intende riconoscere un sostegno economico quale contributo per il pagamento delle rate del “mutuo prima casa” (nella misura fissa di euro 200 mensili) in favore dei nuclei familiari per l’acquisto di una abitazione nel territorio di San Casciano dei Bagni che vi stabiliscono la propria residenza.
Infine, l’Amministrazione comunale ha previsto un ulteriore contributo per il pagamento della TARI (Tassa sui rifiuti), pari al 30 per cento della parte variabile della tariffa, per le famiglie che, per almeno tre mesi nel periodo da marzo a giugno 2020, hanno subito una diminuzione del reddito del nucleo familiare, in misura non inferiore al 30 per cento, per cause riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, rispetto alle corrispondenti mensilità dell’anno 2019.












