Per tanto tempo una donna rumena di venticinque anni ha cercato di mentire, anche a sè stessa, in merito a quell’amore anomalo. Ma dopo l’ultimo episodio ed un pugno che le ha tumefatto il volto è fuggita, nella notte, scalza, con indosso solo una maglietta leggera nel freddo intenso e pungente della notte amiatina.
I Carabinieri della Tenenza di Abbadia San Salvatore l’hanno vista arrivare, le hanno dato da mangiare, una grande coperta per coprirsi, delle calze per i piedi. Hanno chiamato un’ambulanza e la 25enne ha iniziato a raccontare tutto quello che le era successo: si è aperta con le assistenti sociali, con le infermiere, con gli uomini dell’Arma che la rincuoravano. Il ritratto di anni di paura e vessazioni, fatto dalla donna, ha impressionato tutti.
Un evidente caso di “codice rosso” secondo la normativa sempre più stringente ed efficace messa in campo contro la violenza di genere. È scattato il protocollo, ma prima si è provveduto a mettere in sicurezza il minore ancora in casa con il padre. Lei in ospedale per curarsi e per lui, un cittadino di origine slava quarantacinquenne da anni in Italia, si sono in breve spalancate le porte del carcere di Santo Spirito di Siena.











