
«Quando parliamo di sangue, pensiamo sempre ai donatori e alle associazioni, perché, certo, sono loro, con il loro gesto di grande generosità, a fornire la materia prima. Ma è fondamentale anche tutto quanto avviene dopo la donazione: tutto il percorso che va dalla raccolta alla lavorazione del sangue, per renderlo sicuro e utilizzabile nelle tante applicazioni per le quali è necessario nella nostra sanità. Un grazie, quindi, oltre che alle associazioni impegnate nella donazione del sangue, e che sono presenti qui oggi, anche ai tanti operatori che lavoreranno, processando il sangue proveniente dai servizi trasfusionali di tutta l’area vasta, in questa Officina trasfusionale, davvero una struttura di eccellenza, sulla quale abbiamo voluto investire una cifra considerevole».

«Abbiamo inaugurato un polo di eccellenza per tutto il territorio di riferimento, e cioè l’intera area vasta, con un forte investimento da parte della Regione Toscana – ha detto il direttore generale dell’Aou Senese Valtere Giovannini -. Prosegue quindi il nostro programma di investimenti, potenziamento e ristrutturazione del policlinico per rendere l’ospedale sempre più moderno ed efficiente. Un grazie di cuore a tutte le associazioni di donatori di sangue e alla generosità dei gruppi donatori delle Contrade».

«L’Officina trasfusionale – spiega il direttore sanitario dell’Aou Senese, Roberto Gusinu – funziona da banca trasfusionale per l’area vasta con distribuzione degli emocomponenti lavorati, cioè emazie concentrate, plasma e piastrine, alle strutture trasfusionali afferenti alla stessa area e conferimento del plasma all’industria convenzionata per la lavorazione industriale. Come modello organizzativo toscano – prosegue Gusinu – nasce per dare ai cittadini la certezza dell’omogeneità e la standardizzazione di tutto il processo, dalla raccolta alla lavorazione del sangue».

A regime l’Officina trasfusionale processerà e qualificherà circa 55mila donazioni. «Il percorso – aggiunge il dottor Giuseppe Marotta – prevede, in una fase iniziale, la verifica finalizzata all’autorizzazione ed accreditamento regionale per le attività individuate e, successivamente, la lavorazione e qualificazione degli emocomponenti raccolti nella provincia di Siena, Grosseto ed Arezzo. La struttura – prosegue Marotta – è distribuita su due piani. In particolare, l’area di produzione e stoccaggio degli emocomponenti è situata al piano 0 del lotto 1 mentre i laboratori di validazione biologica, qualificazione immunoematologica e controlli di qualità sono ubicati al piano 1S, sempre del lotto 1. Inoltre, in ragione delle peculiarità della nostra azienda – conclude Marotta – l’Officina trasfusionale è caratterizzata per la presenza al suo interno di un laboratorio classificato per la manipolazione delle cellule staminali emopoietiche e di un laboratorio di immunogenetica per la tipizzazione HLA al fine trapiantologico».
La nuova area della Medicina trasfusionale, diretta dal dottor Giuseppe Campoccia, è articolata in diverse zone: un’area adibita al prelievo donatori, con relativi ambulatori visita, e l’area dedicata all’aferesi (una tecnica moderna di donazione che permette di estrarre dal sangue solo alcuni componenti selezionati come il plasma o le piastrine, restituendo tutti gli altri elementi al donatore), divisa in un open space con 4 posti letto, una zona con bancone per foto irraggiamento e un’area dedicata alla fotoaferesi dei pazienti immunodepressi, comprendente locale filtro e locale aferesi con un posto letto.

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